La mattina di Pasqua mi svegliava l’odore del ragù e della moka .
Mi alzavo, vestivo e scendevo i 24 scalini che ci dividevano dall’appartamento di Nonno e Nonna.
La porta era socchiusa, quindi entravo. Nonno era seduto sul tavolo e arrotolava la sigaretta, la accendeva, mi salutava con un cenno del capo aspirando la prima boccata con voluttà.
Io fremevo, perchè appena finito di fumare mi avrebbe regalato il più bello dei regali : una storia!
Mi guardò, e iniziò.
Quel treno era pieno di bambine e bambini. Molti piangevano disperati, altri non ne avevano la forza, molti erano spaventati mentre guardavano fuori dai finestrini vedendo soltanto una densa nebbia.
Sentivano il dolore dell’abbandono, della perdita, quella inconsolabile tristezza che toglie il fiato e ti fa battere il cuore come fosse un martello.
Matilde e Giulia erano le più grandi e si facevano carico, per come potevano, di aiutare un pò tutti con parole, abbracci e sorrisi – andrà tutto bene, state tranquilli. – ma in cuor loro sapevano che quel viaggio non avrebbe avuto un ritorno.
Il tempo era un altro, non quello che conoscevano , quindi non seppero mai quanto passò da quando salirono sul treno, mentre fuori la nebbia si diradava e qualche lama di luce attraversava i compartimenti.
Dopo un lungo stridio di freni, e quando la luce del sole era fortissima, quasi accecava, il treno si fermò e le portiere si aprirono.
Matilde e Giulia fecero scendere tutti . Erano in silenzio, spaventati .
Arrivarono dei giovani angeli biondi che gli esortavano a seguirli ; lo facevano sorridenti . Ai loro piedi un letto di nuvole soffici.
Arrivarono di fronte a un portone enorme, gli angeli volarono via mentre una voce profonda risuonò in quello spazio infinito.
Lui era Pietro – benvenuti in Paradiso – disse – qui vivrete felici in eterno. –
Matilde si voltò verso tutte quelle centinaia di bambini e bambine e fece il gesto di sedersi. Tutti lo fecero senza fiatare.
– tu sei Pietro, vero, e queste sono le porte del Paradiso. –
Pietro guardò quella ragazza sorpreso, mai nessuno aveva fatto storie.
– bene- riprese Matilde – qui di noi non entrerà nessuno finchè Dio non ci spiegherà perchè noi tutti siamo morti sotto migliaia di bombe senza averne colpa, perchè non abbiamo potuto amare, soffrire, gioire, insomma crescere come tutti gli altri. Se non avremo risposta noi batteremo tanto forte i piedi che tremerà la terra, laggiù. –
Così fu, così è ancora caro Franco , quegli che a te sembrano dei tuoni invece sono milioni di bambini e bambini che battono i piedi mentre aspettano una risposta.
Mio Nonno non mi regalava cose materiali, solo storie che rimangono nel mio cuore mentre, chissà, anzi sicuramente quella cosa materiale chissà dove sarebbe finita.