Paolino era fremente. Era fremente perché Guendalina stava per rientrare da un viaggio in cui gli avrebbe fatto conoscere quello che per lungo tempo era stato il suo unico, grande amico. Gli aveva parlato tanto di quest’amico meraviglioso e ora era giunto il momento, finalmente, di conoscerlo. Era una giornata dai profumi e dai colori intensi e il cucciolo di koala fischiettando passeggiava dirigendosi verso la casa della scimmietta. – non vedo l’ora di conoscerlo, sono così eccitato – pensava – a quest’ora dovrebbero essere già a casa. –
Mentre continuava a camminare assorto nei suoi pensieri s’imbatté in una pattuglia delle guardie del bosco incantato. – Paolino! Sempre con la testa tra le nuvole tu, imbranato di un koala – . Era lo zio sceriffo – per mille semi di eucalipto, zio, zio bello, non ti avevo visto…. Sai, pensavo a delle cose. – lo zio lo guardò allisciandosi i suoi baffi a manubrio e lo abbracciò affettuosamente – caro nipote mi raccomando, spero non ti metta nuovamente nei guai e spero che i tuoi genitori sappiano dove stai andando –
Tranquillo zio, sto andando a casa di Guendalina per conoscere un suo amico -.
Bene Paolino allora buon proseguimento, salutami Guendalina. Lo zio si sistemò il cappello e si allisciò i baffi e, insieme al suo assistente, salutarono con aria marziale Paolino.
Finalmente vicino a casa di Guendalina a Paolino ricominciò a battere forte il cuore e con un balzo fu all’ingresso. – scimmietta obesa, posso entrare? – disse schiarendosi la voce. – entra stupido di un koala, sono in cucina – .
Il profumo di frittata di noccioline aveva invaso la casa, infatti Paolino trovò Guendalina intenta ai fornelli con un pannellino e un cappello da cuoca. – un attimo che qui ho quasi finito – .
Dopo qualche minuto i due uscirono dalla cucina e in salone Paolino potè finalmente conoscere l’amico di Guendalina.
Piacere, io sono Paolino – disse timido.
Piacere, io sono Jamal. –
L’uomo stava seduto sul sofà e un tavolo lo divideva dagli altri due. Rimase seduto, mentre Guendalina apparecchiava e riempiva di leccornie quel tavolo rettangolare e capiente.
Signori finalmente si mangia – disse ingorda.
Mangiarono in silenzio gustando ogni cosa con gusto. Guendalina come al solito faceva ruotare le sue mascelle a velocità doppia degli altri – gnam, gnam, gnam … ora inizio a vedere e capire qualcosa , gnam , gnam, gnam …. – Paolino la guardava divertito mentre Jamal mangiava con calma. Paolino era affascinato da quell’uomo dagli occhi neri e profondi e dalla voce vellutata e calma e non osava fare domande,anche se la curiosità lo stava uccidendo.
Finito di mangiare Guendalina portò tre tisane al the verde e una volta bevute Jamal chiese a Paolino della sua famiglia e dell’amicizia con quella scimmietta obesa e avventurosa. – durante il viaggio mi ha raccontato delle tue avventure e credimi mi sono divertito tanto a sentirle raccontare, anche se questa scimmia non smetteva mai di ruminare …. –
Ma per un milione di noccioline, il viaggio era così lungo che non mi restava altro da fare, e poi questo dormiva di continuo ed io mi annoiavo. State certi che io da domani inizio la dieta, sicuro come Paolino non è imbranato!!!! .-
I tre risero di gusto sapendo bene che mai avrebbe mantenuto la promessa.
Poi a un tratto Jamal iniziò a raccontare, calmo, sereno, la sua storia.
Sai Paolino tu devi sapere che un po’ di tempo fa giocavo a un gioco, un gioco che appassiona miliardi di persone nel mondo. Questo gioco si chiama calcio, o football. –
Paolino guardò perplesso Guendalina, che si limitò ad annuire, e poi nuovamente Jamal, che continuò. – si gioca con una palla rotonda e 22 giocatori la rincorrono cercando di metterla in rete. Lo so così è un po’ difficile da spiegare ma stai pur certo che Guendalina estrapolerà dei filmati dalla rete così potrai capire meglio …. – Paolino capiva ancora meno …. “RETE” “PALLONE” nuovamente “rete” , – oddio che complicato il mondo . –
….. io vivevo in un villaggio vicino al mare, la mia casa era a pochi passi da una spiaggia grande e dalla sabbia candida. Alle spalle dolci colline declinavano su una pianura dove alberi di aranci e limoni profumavano l’aria, soprattutto quando il vento proveniva da ovest. Vicino alle nostre case avevamo attrezzato un campo di calcio , con porte e strisce di sabbia. Lì giocavamo per ore e ore ed era meraviglioso, si litigava e si giocava , si correva e si cadeva, e solo quando il sole tramontava le urla delle nostre mamme ci obbligava a smettere. Passarono così gli anni, spensierati e felici ,e con il sogno che un giorno saremo stati ricchi e felici grazie a quel gioco che ci faceva impazzire. –
Paolino si grattava la testa e continuava a non capire mentre Guendalina allenava continuamente le mascelle distribuendo le sue attenzioni tra banane e noccioline.
Un giorno, all’improvviso, quell’incanto venne interrotto da un boato, e in seguito a quel boato altri e altri ancora, seguiti da polvere e distruzione. Tutto era cambiato. Gli uomini adulti, che dovrebbero essere saggi, si facevano la guerra, e non in un campo di calcio questa volta!
Non si giocava più, non si rideva più. Per fortuna tutto finì un giorno e il profumo degli aranci e dei limoni sostituì quello della polvere da sparo. Io ormai ero un ragazzo e giocavo nella squadra del paese, ero bravo e promettente e tanti si interessavano a me, squadre professionistiche di tutto il mondo. –
Paolino era sempre più affascinato da quella voce e dal modo delicato di gesticolare di quell’uomo bello e sereno, che continuò – il mio sogno di bambino stava per avverarsi e io ero felice. Partii per una grossa squadra e diventai famoso quasi subito. Ormai ero l’orgoglio del mio paese.
Tornavo ogni volta che potevo perché stare con la mia famiglia e con i miei vecchi amici mi rendeva sereno.
La sera, quando al fresco mi sedevo nel patio a bere qualcosa di fresco, mi rivedevo con i miei amici sulla spiaggia a correre e a giocare, ridere e scherzare, e andavo a letto soddisfatto.
Un giorno d’estate, mentre il campionato riposava, avevo organizzato un torneo per ragazzi. La sera , dopo le partite, si rideva e si mangiava in allegria. Alla fine del torneo, qualche giorno prima che partissi, un amico propose di giocare una partita, come ai bei tempi. Il giorno c’era tutto il paese che accorse nel vecchio campo di gioco, ed era una gran festa. Durante la partita il pallone finì lontano oltre la porta, e come facevo da bambino, andai io a prenderlo. Ricordo che era finito lontano e le voci e le risa della gente si allontanarono. L’unica cosa che ricordo è quel silenzio assurdo e . . . e poi più niente. –
Jamal smise di parlare e finalmente si alzò. Per farlo Guendalina le avvicinò qualcosa tipo un bastone e allora Paolino si accorse che a quell’uomo bello, affascinante e dagli occhi neri e profondi, mancava una gamba.
Jamal lesse nello sguardo di quel cucciolo di koala la sorpresa e la disperazione e disse – ora ti chiederai cosa è successo e io te lo spiegherò, ma devi stare tranquillo perché io sono felice e sereno adesso –
Si mosse agilmente pure col bastone e si versò da bere, mentre Guendalina ora ronfava beata e a pancia piena.
Devi sapere mio giovane amico che quando gli uomini stupidi si fanno la guerra, oltre tutto il male che fanno, distribuiscono nel territorio nemico delle cose che producono quello che vedi ora con i tuoi occhi. Quelle cose si chiamano “Mine Anti – uomo” e rendono inabili tanti e tanti bambini, e arricchiscono chi le fabbrica e chi le vende. Sai, a me ha spezzato il sogno della fama e della ricchezza ma questo mi ha fatto capire che forse quello era un sogno sbagliato e non sono la fama e la ricchezza le cose importanti. Le cose importanti sono che tutti gli esseri viventi possano correre e giocare senza paura, possano guardare l’orizzonte senza temere di saltare in aria.
Vedi Paolino – disse mentre agilmente si risedette con un lieve sospiro – questo è adesso il mio sogno, l’unico grande sogno . –
Paolino restò in silenzio, e grattandosi la testa, guardò Guendalina, che ronfava come due locomotive, e pensò che quel giorno aveva capito, forse, un po’ più di cose.
Finalmente quella scimmietta incredibile si svegliò – bene, amici miei, che ne dite se ora facciamo una bella merenda? –
Jamal e Paolino si guardarono e le loro risate risuonarono fino al lago di Koalaland!!!