Sapeva chi aveva di fronte. Conosceva il suo potere illimitato, in quel momento irresistibile.
Quella, era una proposta impossibile da rifiutare – vorrei vedere se voi , in coscienza, rifiutereste una cosa del genere… Su, vi invito a rifletterci, dopo aver sentito questa storia. Ma dovreste essere terribilmente onesti con voi stessi, altrimenti non andate avanti. –
Era stato chiaro : nessun ripensamento – niente devi temere. –
Assistere a un delitto, per giunta sapere che chi sarebbe morto era una persona buona, generosa, un uomo che nella sua vita aveva dispensato saggi consigli, che aveva amato la pace e la letizia e negare di aver assistito al delitto, un pò lo faceva desistere; molto lo turbava, ma quella promessa di immortalità era troppo attraente per perder tempo in romanticismi inutili, in melliflue crisi di etica e moralità.
Gli aveva spiegato tutto nei minimi dettagli, sapeva che sarebbe stato difficile perchè le tenebre lo atterrivano , gli ostacoli lo paralizzavano, ed è per questo che la sua vita si era svolta nel conformismo più assoluto, diremo quasi nell’ignavia – sono sempre stato in buona compagnia. – si giustificava.
Ora, questa fortuna.
Il monastero era lì, in alto, maestoso. Doveva percorrere un lunghissimo e stretto sentiero, inerpicarsi su quella cupa collina e superare quel grande cancello in ferro battuto – sarà aperto, non preoccuparti. –
Il vento sferzava le fronde degli alberi, il sibilo era fastidioso, i battiti accelerati – ricorda, non devi temere, io ti proteggo. –
Al ricordo di quelle parole si tranquillizzò. Proseguì, e trovò il cancello. Era aperto.
Ai due lati un cordolo, una striscia di terra con delle rose e un lunghissimo muro di pietre perfettamente incastonate. Il vento era sparito, una luna glaciale e rotonda allungava le ombre
di quegli alberi secolari.
Sentì un vociare, prima lontano e poi più forte e riconobbe delle suore dai volti indistinti che , col rosario in mano e le vesti svolazzanti dalla corsa cantavano un canto dalla lingua incomprensibile. Si fermò, chiuse gli occhi e ricordò – sei protetto, non temere. –
Aprì gli occhi e le donne furono scomparse. Riprese, ansimante.
All’improvviso, alla sua destra si materializzò quello che a lui sembrò un cardinale, si librava e pregava, ma era piccolo come un pupazzo e il suo canto invece era chiaro e forte ma il vento improvviso disperdeva quelle parole lasciando una scia di dolore e paura. – ricorda, non temere. –
Il vento, si calmò improvviso come era arrivato.
– Svolta a destra , subito dopo troverai, anzi vedrai l’assassinio. –
Pensò di fare in fretta- finalmente, senza un dilemma, senza più nessun dubbio aprirò quella porta e sarò immortale. –
Svoltò, vide la grande porta in legno, non vide nessuno però. Si avvicinò alla porta e pensò che sarebbe bastato aprirla senza pagare pegno. Fu un attimo, una figura alle spalle lo trafisse e, in quel decimo di secondo, capì che il cadavere sarebbe stato il suo.
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