Eravamo tre amici di fronte al manifesto che indicava i film in programmazione per il fine settimana. Era giovedì, non credevamo ai nostri occhi. Gioventù bruciata, con James Dean. Ittiri aveva due cinema. Belli, grandi e organizzati. All’interno un ampio salone, manifesti di vecchi film e un angolo bar ben fornito. Una persona faceva i biglietti, un’altra obliterava mentre una lama di luce filtrava dall’interno.
Avrebbero proiettato tutti i tre film di quel ragazzo diventato un mito, morto tragicamente senza aver potuto il suo ultimo film. Era andato veloce, troppo.
Non sapevano cosa aspettarci, ma eravamo emozionati. La sala era piena all’inverosimile, le luci si spensero, silenzio assoluto. Ricordo che non capimmo niente di quei tre film, o forse solo io non capii, ma quello che vedevi sullo schermo era un attore magnifico, era un adolescente come noi imprigionato in un corpo da uomo. Un adolescente di una bellezza tormentata – la bellezza e il tormento- e avevi l’impressione che alla fine si fosse consumato il suo destino, questo si lo capii, forse lo percepii.
Uscimmo tristi, ma era stato bello. Aver condiviso con tutti i tuoi paesani dei film entrati nella storia.
Avevamo fame, dopo. Andammo da zia Toiedda e prendemmo tre pizzette.