Franco Cadoni scrittore per bambini

La prima volta che vidi Angela era il 1973. Avevo 10 anni e, insonnolito, ascoltavo i discorsi di alcuni anziani . Il mercato era già animato : donne a far la spesa, chiacchierare, discutere di prezzi e chissà cos’altro.

 

Quando entrò dall’ingresso di via Marini pensai fosse un aliena, oppure una di quelle immagini che, a volte, intravedevi alla tv, solo che era a colori, bella, con i jeans a zampa di elefante e una camicia a fiori gialli e rossi e un sorriso che accecava. Era il ‘ 68 che arrivava a Ittiri. Era la musica dei Rolling Stones e quella dei Grateful Dead e il mio cuore batteva al ritmo della batteria di John Bonham.

 

Capii anche un’altra cosa: quel mestiere, il lavoro di mio padre e quello che faccio da quasi 50 anni , sarebbe stato un osservatorio permanente dei cambiamenti sociali prima, antropologici poi del mio paese.

 

Angela aveva allora 25 anni. Ittiri era antico, splendidamente e duramente antico. Ittiri , però, intravedeva il futuro. I carri trainati dai buoi, i cavalli e gli asinelli …. e ora i droni.

 

In tutti questi anni si sono incrociate vite, passioni, dolori e nuove consapevolezze. Angela la vedevo una volta la settimana, poi, col tempo, siamo diventati amici. Mi ha fatto amare la musica, i libri . Mi ha fatto amare il mio paese. Lo aveva scelto per la qualità della vita e dei rapporti . La sua pulizia e il suo sguardo verso il mare. Le dai per scontate queste cose quando le hai lì, sotto gli occhi da sempre. Non lo sono, mi ripeteva Angela.

 

– un ospedale , due scuole elementari, poi la terza, un istituto agrario e una vitalità politica e culturale che altri paesi si sognano. –

 

Io la ascoltavo, ma mica tanto la capivo.

Poi, il tempo, come è naturale che sia, passava. Le nostre vite si incrociavano , sceglievano traiettorie diverse, e poi si ri incontravano.

 

Angela aveva scelto Ittiri per amore. Ora, il suo amore non c’era più.

 

Non c’era più nemmeno quel paese.

 

Un giorno, 50 anni dopo che la vidi la prima volta, andai a trovarla. Era un pò che non la vedevo, ero preoccupato.

 

Mi aprì una giovane donna dall’accento straniero – vieni, Angela è in cortile. –

 

Leggeva, quando la vidi. Si voltò, sorrise e mi invitò a sedermi. Il libro che leggeva era Just kids di Patti Smith.

 

– Non molli mai, eh – dissi

– solo che io non sono Barbra Streisand e tu Robert Redford. – rispose , e ridemmo insieme.

 

Parlammo per un tempo infinito. Ripassammo un pò di anni, ma senza nostalgia. Quando andai via feci un lungo giro per il paese. Era sporco, i marciapiedi pericolosi e la velocità delle macchine assurda.

Allora , andai in periferia, su dove si vede il mare. Tra qualche anno, speriamo, avrò l’età di Angela.

Lei sta lì, in cortile , da sola con i suoi libri perchè nel mio paese una persona anziana, fragile non ha uno spazio all’aperto dove sedersi, leggere, ascoltare musica oppure semplicemente guardare l’orizzonte, il mare e continuare a sognare.

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Franco Cadoni
di Franco Cadoni
Franco Cadoni scrittore per bambini

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