Franco Cadoni scrittore per bambini

Ittiri, 1936 post n. 3Erano nati lo stesso giorno dello stesso anno, questo li legava di una complicità fatta di sguardi e di silenzi. Peppino sapeva che la condizione economica di Michele era differente, lo vedeva quando lo invitava nel grande cortile dove vi era sempre un pezzo di formaggio e salsiccia che la madre lasciava apparentemente incustodito sul tavolo in pietra.Peppino era grato di quella solidarietà non compassionevole. Non lo avrebbe mai dimenticato.Maria scendeva dalla corriera e, come ogni volta, fu disturbata dalle voci e dai rumori della città. Da studentessa provava lo stesso fastidio. Era una di paese e, per quanto insopportabile e ostile, era il suo paese. Amava gli odori della campagna, a cui era legata in maniera profonda.Percorse il tratto verso piazza d’Italia, la superò e poco prima di via Umberto entrò dalla signora Urgeghe.Era la sua vecchia professoressa di lettere. Una donna un tempo forte, ora fragile e in carrozzina. Era il loro incontro del mercoledì.La vecchia professoressa la accolse con il solito sorriso. Tutta quella giornata era per loro.Era il giorno di riposo di Pasqualina, la sua assistente – va in paese tutta profumata, non mi dice nulla perché è timida, ma è chiaro che…- risero entrambe.Maria, ancora , non riusciva a chiamarla per nome, tanto meno a darle del tu, per lei era la Professoressa e, per quanto ormai intime, il grado di rispetto e deferenza era immutato.La prima cosa che faceva era di preparare la moka, una invenzione che aveva fatto impazzire la Professoressa, aspettare che il gusto si propagasse per le stanze, poi riempire le tazzine e gustare il caffè in silenzio.Poi, Maria controllava la dispensa, faceva la lista delle cose che mancavano, e andava al negozio sotto casa per la spesa.Mario, il negoziante, era un vedovo triste che aspettava con trepidazione il mercoledì. I suoi occhi smettevano di essere spenti, serviva velocemente le clienti presenti per dedicarsi interamente a quella ragazza di paese bella e gentile . – Buongiorno Maria – quasi balbettò – come sta la nostra professoressa?- – È in forma grazie, lei come sta?– per cortesia glielo chiedo, diamoci del tu, del resto non sono così vecchio…-Lo sa Mario, la mia educazione non lo permette – schivava Maria con un sorriso.( continua)

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Franco Cadoni
di Franco Cadoni
Franco Cadoni scrittore per bambini

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