Eravamo nella hall di un albergo al centro di Roma, era la vigilia di Ostia – Thiesi. Raffaele Mannoni aveva ordinato un taxi che, puntuale, arrivo’ all’ingresso. Scesero mogli e fidanzate, che ci avevano accompagnato in quella trasferta, Raffaele aprì lo sportello posteriore e, da galantuomo, le fece accomodare. Aveva organizzato una gita per il centro di Roma. Ricordo Michele Moro e io che ci guardammo – lasciamole fare – disse con un sorriso sornione – vieni, ci sediamo, beviamo qualcosa e chiacchieriamo. –
Era una vigilia carica di tensione, vista la gara di andata. L’Ostia era una squadra fortissima e a Thiesi c’era il pienone. Eravamo carichi, facemmo una gran gara. Durante un contrasto sulla linea laterale, il grande Attanasio prese una gomitata da Mobili ( qualche anno dopo giocò anche col Cagliari) e, nella ricaduta e ricordandosi di essere cittadino di Porto Torres, quindi con geni pugilistici, sganciò un diretto alla gola contro il malcapitato. L’ ostiese svenne, fu portato all’ospedale e il nostro espulso.
Al mattino colazione alle 8.30, si parte. Prima un gustoso episodio. Nel piazzale un pullman di simpatiche signore inglesi in vacanza che, alla vista del nostro Tonino Sechi, un fusto di un metro e novanta con capelli castani cangianti, urlarono – Cionino, we loves you! – . Ancora resta il mistero sulle ore precedenti.
Nel tragitto dall’albergo allo stadio ” Mussolini”, il mitico Presidente onorario, ci intrattenne con uno dei suoi comizi che lo hanno reso celebre. Ridemmo, mentre non rise Carletto Sanna che, sulle spalle, aveva il numero di Attanasio, il giorno assente, e che fu bersagliato di fischi e calci per l’intera partita come ritorsione.
Resistemmo, Berero Marras parò l’impossibile, ma alla fine capitolammo. Peccato.
Come dice Raffaele, dirigente fondamentale e uomo di intelletto e di Terra – le sconfitte vanno accolte con un sorriso, così come nella vita queste servono a crescere. –
Resta il ricordo di un gruppo divertente, forte e di due giornate indimenticabili.