Nella scena finale della straordinaria serie tv Adolescence, il padre mette sotto le coperte l’orsacchiotto di suo figlio Jamie, accusato di avere ucciso a coltellate una sua coetanea, come a ritrovarne l’antica innocenza, ora persa del tutto. Si chiede dove ha sbagliato, lui abusato dal padre da ragazzino e che mai ha alzato le mani su i suoi due figli – dove ho sbagliato, cosa non ho capito, – che pericolo poteva correre dentro le calde mura di quella stanza?
Già, questo è il problema: è lì dentro che corre tutti i pericoli , pericoli che mai nella storia dell’umanità si sono dovuti affrontare, perchè nessuna generazione precedente ha dovuto fare i conti con la tecnologia e quindi con i social annessi. Mai c’è stata questa barriera di incomunicabilità, fatta di simboli, linguaggio, silenzi, in una società in cui non è più la famiglia, la scuola a crescere i figli, ma altri.
L’aumento dei delitti, degli stupri è figlia della cultura Incel, una ideologia basata sulla misoginia, sulla supremazia del maschio e su quella dello stupro, e parte dalla considerazione che la liberazione sessuale abbia privato i più brutti della possibilità di avere rapporti sessuali, in uno squilibrio che prima del ’68 era impensabile.
Nelle accoglienti stanze queste coscienze vengono plasmate a una cultura dell’odio.
La cosa più impressionante è che un sistema che permette tutto questo fa sentire colpevoli i genitori, che sono soli ad affrontare problemi enormi .
Nessuno mette in discussione che utilizzare questi dispositivi possa essere letale e rovinare del tutto una coscienza in formazione.
Prendere la patente a 18 anni è normale, votare a 18 anni è normale, quindi prima è vietato, ma iniziare a discutere seriamente dell’utilizzo dei media e dei danni che provocano è quasi un tabù.
Forse, dico forse ma ne sono sicuro, ai politici genuflessi al potere economico sostanzialmente dei nostri ragazzi/e non gliene fotte niente!!!