Franco Cadoni scrittore per bambini

Occisus in agro. Ittiri, Antonio Simula, nato il 3-01 1798, di Luigi Simula e di Anna Maria Tiloca. Sposato con Maria Cannoni.Era il 9 di novembre del 1840 quando Pietrino, un giovane pastore, portava le pecore al pascolo. Pensava dormisse, invece era morto. Le mani aperte, il muretto a secco di fronte. Corse Pietrino, corse da mancargli il fiato e, subito, il paese seppe. Dopo un pò, una folla muta si radunò nella piazza della parrocchia.Don Vincenzo scostò il pesante drappo, sospirò a lungo e si fece il segno della croce. Quella gente in silenzio lo atterriva. Ne conosceva il motivo e, per un momento, quella energia lo travolse facendolo barcollare. Respirò a lungo, ritrovò la calma e prese penna e calamaio. Con la penna sospesa e l’inchiostro gocciolante sul candido foglio, ripensò a quell’uomo avanzare in chiesa, cappello in mano e abito della festa, inginocchiarsi sulla balaustra e ricevere l’ostia pasquale. Sul foglio macchiato scrisse la formula latina da trascrivere nel registro. Non era convinto fosse corretta, sorrise un pò, il latino non era il suo forte, eppoi era un parroco di campagna lui – Quius adimplevit precepta paschali ( Qui adimplevit praeceptum paschale) . – Antonio si era confessato e preso la comunione almeno una volta a Pasqua.Non gli importava fosse sbagliata la forma, quanto il fatto che dopo secoli qualcuno avesse letto e capito che quell’uomo, così barbaramente ucciso era un brav’uomo per la chiesa.Maria stava seduta col rosario in mano. Guardava fissa il volto di Antonio. Pareva gli bisbigliasse qualcosa che solo loro potevano capire. Perchè lui la sentiva, era sicura. Nemmeno le donne che pregavano, attizzavano la distoglievano da quel dialogo tra loro due. Intimo. Profondo. Unico.Maria conosceva il motivo, sapeva. Era tutto in quelle carte nascoste nella cassapanca ai piedi del loro letto – qui c’è tutto, i confini reali e non quelli che raccontano – disse Antonio.Quei fogli chiusi in un busta cerata , probabilmente, svelavano gli assassini.Prima di sera, quando i visi divennero ombre, entrò Salvatore. Maria ebbe un brivido. L’uomo stringeva il cappello in mano e ,balbettante disse – che Dio lo accolga . – Non guardò Maria, con lo sguardo pareva un cane che cercava una via di fuga .- Si ,che Dio lo accolga . – rispose Maria.La donna non disse altro, mentre tutti tacquero. Ora, la stanza era buia e la verità rivelata.Al funerale c’era il paese intero. Quattro uomini tenevano la bara nelle spalle. Sguardi bassi, visi contratti. Solo uno alzò lo sguardo, indugiò un pò, guardò il suo padrone che annuì, e proseguì .Quello che doveva essere fatto era stato fatto.

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di Franco Cadoni
Franco Cadoni scrittore per bambini

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