Paolino attraversava un periodo strano. Per la prima volta da quando era nato sentiva la necessità di stare da solo. Ora sappiamo che nella vita di questi momenti ne hanno tutti, ma il piccolo koala ne era turbato. Lasciò Gugù per qualche giorno in vacanza da Guendalina e andò a trovare il suo amato, vecchio nonno.
– Ciao nonnino, come stai . – Il vecchio nonno era seduto su una comoda poltrona sotto una quercia secolare e leggeva uno spesso libro. Alzò gli occhi e da sotto gli occhiali guardò con tenerezza il nipote.
– Ciao Paolino, che bella sorpresa – disse mentre poggiava il libro sul tavolino.
– Era da tanto che non venivi a trovare tuo nonno, vero? – Come disse queste parole Paolino abbracciò forte il nonno e tra le lacrime disse – nonno, nonno sto così male, ho un male qui alla bocca dello stomaco che non mi fa respirare – .
Evidentemente la vista del nonno aveva sciolto il cuore di Paolino.
– Cucciolo, perché piangi, è successo qualcosa in famiglia, qualcuno sta male? –
– No, stanno tutti bene – rispose il koala tra i singhiozzi.
– Ma allora, tra i tuoi tanti amici? –
– No nonnino, anche loro stanno bene, e anche Anna sta bene e ci amiamo tanto….. no, non è niente di tutto …… –
Paolino non finì la frase che scoppiò di nuovo in lacrime.
Il nonno allora fece sfogare il nipote e si alzò,lo fece accomodare sulla comoda poltrona e andò in casa. Pochi minuti dopo uscì con due belle tazze fumanti di tè verde e dei pasticcini all’eucalipto che il nonno faceva in casa.
Bevvero in silenzio e mangiarono con gusto i pasticcini. Paolino sembrò come rinfrancato da quella complice colazione, mentre il nonno lo guardava con occhi colmi di affetto e tenerezza.
– Nipote, tu sei forse un po’ stanco dopo le tante avventure degli ultimi mesi e dovresti trovare del tempo anche per te , quindi ora io ti cerco dei bei libri rilassanti e ti do un po’ di questi pasticcini, cerchi un bel posticino dove leggere, rilassarti e fare tutto quello che ti verrà in testa e vedrai che questo periodo, che a te sembra cupo ,svanirà come la nebbia dopo che si leva il sole al mattino. Ricordo che tanti e tanti anni fa ……… –
Il nonno raccontò a Paolino alcuni episodi della sua giovinezza che il koala ascoltò con attenzione e divertimento ritrovando il suo abituale buonumore.
– ….. bene piccolo, ora vai tranquillo che ad avvertire i tuoi genitori ci penso io . –
– Grazie nonnino, ti voglio tanto tanto tanto bene. –
Paolino abbracciò il nonno, e con il marsupio pieno di pasticcini e lo zaino in spalla colmo di libri, si avviò per la sua strada.
Avere passato quelle ore col suo amato nonno avevano alleggerito il cuore di Paolino che fischiettando camminava nei sentieri di quel magnifico bosco, ora salutando a destra ora a sinistra. A un certo punto intravide in lontananza la K- mobile dello zio sceriffo che parlava animatamente con due volpi e urlava tanto da far fuggire spaventati gli uccelli dagli alberi in battiti di ali da un miliardo al secondo.
– Zio bello, cosa avranno fatto mai queste due volpi per farti agitare così? –
– Ciao Paolino, cosa fai di bello – rispose lo zio sceriffo ora momentaneamente calmo – cosa hanno fatto? Come al loro solito hanno approfittato dell’assenza delle talpe dal loro rifugio per rubargli il cibo…. Sono una cosa incredibile! È la milionesima volta che le becco con le mani nel sacco e questi due non lo vogliono capire che rischiano grosso…. Molto grosso. Ma ti dico una cosa nipote caro, se queste due fanno di nuovo le Furbe con me la prossima volta le sbatto dentro,sicuro come le stelle nel cielo. –
Paolino rise di gusto perché sapeva bene che mai e poi mai quelle due volpi avrebbero rinunciato a fare le furbe, quanto lui avrebbe rinunciato a essere buono e gentile.
Salutato lo zio, Paolino proseguì il suo cammino alla ricerca del posto dove trascorrere la sua breve vacanza dai guai e da tutti. Aveva idea di andare in una vallata alle pendici delle grandi montagne dove c’era un ruscello di acqua fresca e tanta, tanta pace. Era quasi arrivato alla vallata quando all’improvviso il terreno gli cedette sotto le zampe . – per mille bucce diiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii . –
Paolino in un nano secondo cadde all’interno di un grosso buco e fu proiettato alla velocità della luce al centro della terra.
Pensava che quella caduta lo avrebbe ridotto in mille pezzi invece l’atterraggio fu morbido, come se lo avessero poggiato delle braccia invisibili in un letto di piume.
Dopo un attimo iniziale di smarrimento e sorpresa, il piccolo koala si alzò e si guardò intorno. Aveva sempre immaginato che il centro della terra fosse un posto buio dove le fiamme dell’inferno illuminavano in eterno un luogo tetro e cupo , ma così non era.
Era invece un posto incantato, rigoglioso e pieno di sole e armonia, dove , come un sottofondo, si sentiva una musica celestiale e, in lontananza, tanti punti luminosi di diverso colore che si muovevano con una calma estrema.
– Ma per duecento alberi di eucalipto, questo non è l’inferno…. Al centro della terra c’è il paradiso altro che!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! – disse mentre perplesso si grattava quella zucca confusa.
Il posto sembrava disabitato anche se Paolino avvertiva come delle presenze invisibili ai suoi occhi ma non ai suoi sensibili sensori.
Nonostante fosse spaventato dal trovarsi in un posto così lontano dal suo mondo e il cuore li battesse all’impazzata, la sua proverbiale curiosità e il disprezzo per il pericolo lo spingeva a continuare , quindi si inoltrò a passo spedito per quella vallata meravigliosa e piena di così tanti suoni.
– È diverso dal mio bosco incantato, è come se un flusso di energia mi avvolgesse e mi accompagnasse nei miei passi. – riflesse Paolino –
– Sento tante presenze invisibili ma non riesco a vederle ….. – poi all’improvviso si diede un pizzico sulla guancia – ma per mille zucche vuote non è che sto sognando????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! –
Alberi pieni di frutti colorati, fiumi rigogliosi, cielo terso e un profumo come una primavera perenne, e quella musica celestiale inebriavano i sensi di Paolino.
A un certo punto la sua attenzione fu attratta da delle scie luminose che si muovevano alla velocità della luce. Paolino cercava di inseguirle ma loro sparivano, per poi riapparire più lontano.
– Ma cosa saranno mai , per mille semi di eucalipto, questi fasci di luci che non riesco a raggiungere e che appaiono e scompaiono. Per tutti i marsupi del deserto, non è che sono fantasmi e io sono capitato davvero all’inferno mascherato da paradiso? –
Paolino iniziò ad avere paura, anche perché si era inoltrato in un luogo scuro, freddo, umido e pieno di ostacoli.
Il piccolo koala si sentì perso e iniziò a pensare alla sua famiglia, a Guendalina e a Fufù e Gugù e a tutti i suoi amici lassù . – mi tremano le zampe e pure il marsupio e ho freddo adesso, tanto fred ………. –
Paolino non finì la frase che all’improvviso fu trasportato da una forza invisibile e calda. Ora non aveva più freddo, ora non tremava più, ora il suo cuore era nuovamente caldo e batteva regolarmente.
Dopo alcune ore di sonno profondo, si svegliò. Per un attimo non ricordò nulla di quello che era successo, anzi un po’, e pensò che aveva sognato, ma la musica e gli odori erano quelli di prima . – ma cosa è successo? – disse grattandosi quella zucca confusa –
– Teeee loooo spieeeeeeghiamo noooooi Paaaaaaaaaolino ………-
Paolino sussultò non capendo da dove arrivasse quella voce.
– Chi siete, dove siete , e perché parlate in questo modo? –
All’improvviso apparvero decine di sagome immateriali e dai mille colori e la loro luce abbagliò Paolino che difese gli occhi con entrambe la zampe .
– Ciaooooooo Paoliiiiiiiiiiiiiiino , noooooon aveeeeeeer pauuuuuuuuura, siaaaaaaaamo tuoooooooooi amiciiiiiiiiiiiiiiii –
Paolino stentava a capire quello che dicevano – come parlano strano, e che strane creature che sono, non ho mai visto niente di simile in vita mia . si , ora è sicuro io sono all’inferno. –
Il cucciolo vide che tutti, contemporaneamente, fecero un movimento con la lingua, una rotazione con il capo e parlarono – ecco amico nostro, ora che abbiamo regolato la lingua possiamo parlare in modo che tu ci comprenda –
– Ma voi chi siete, questo posto cosa è …. È l’inferno, il paradiso o che cosa …. –
– Paolino tu sei impaziente come sempre, vuoi tutto e subito, ma devi sapere che in questo mondo i ritmi sono regolati in maniera diversa che nel tuo mondo – disse la figura che sembrava il capo con una voce calma e musicale.
– Voi sapete il mio nome, conoscete le mie abitudini mentre io non so niente di voi….. nemmeno sapevo della vostra esistenza. –
– Noi invece sappiamo tante cose di te e sul bosco, tante che nemmeno immagini ….. –
– Ma come, io non vi ho mai visto….. e poi siete così strani, tutti questi colori, sembrate fatti con l’acqua colorata. –
– Si, forse ai tuoi occhi sembriamo strani ma vedrai che ci intenderemo. Tu non sai un’altra cosa, ed è che abbiamo tanto in comune, ma questo lo capirai col tempo – .
Paolino era come ammaliato da quella voce, da quei colori e da quel paesaggio. Il freddo e la paura erano passati e ora sentiva il calore nel proprio corpo, ne era come avvolto.
Ad un tratto fecero un altro movimento con la testa e gli alberi, le piante , il sole e le montagne si inchinarono . Paolino guardò intorno a sé e poi guardò i suoi nuovi amici sconvolto.
– Tranquillo cucciolo, è il nostro modo di darti il benvenuto. – disse il capo mentre il suo colore cambiava dal verde al rosso. Anche tutti gli altri colori cambiarono: quelli delle piante, degli alberi e quello delle montagne insieme a quello del cielo che divennero di un rosso caldo , mentre il vento accarezzava il viso di Paolino come un guanto di seta.
– Ma scusate amici miei, io non credo di essere sveglio, oppure se questo è uno scherzo forse sta durando troppo. Perché cambiate colore continuamente, e perché tutte le cose si muovono come fosse una scenografia teatrale? –
Il piccolo koala non trovò nessuno che gli desse una risposta , infatti erano tutti all’improvviso spariti, volatilizzati. Si guardò intorno e d’incanto si trovò al centro di una enorme piazza dove le abitazioni avevano lo stesso tanti colori e dove, sempre all’improvviso , centinaia di quei curiosi personaggi riapparvero insieme a tavoli che imbandirono con mille portate di cibo. Era il trionfo dell’eucalipto in mille salse e dove, al centro della piazza, spiccava una torta a dodici piani.
– Qui Guendalina sarebbe come impazzita …. Sarebbe morta solo alla vista di quella enorme torta!!!!!!!!!!!!!!!! – disse un Paolino sempre più estasiato.
Si avvicinò il capo e con delicatezza lo portò a capotavola, e dopo un breve discorso condito da tanti applausi, iniziarono a mangiare.
Paolino notò che il colore dei suoi nuovi amici cambiò nuovamente : ora era di un marrone tenue, e anche le facciate divennero di quel colore insieme al cielo e alla luna.
– So che ti stai chiedendo il perché ogni volta cambia il nostro colore e quello delle cose…. Vero amico mio? – la sua voce musicale infondeva serenità al cucciolo di koala che aveva completamente dimenticato i turbamenti dei giorni precedenti. Aveva solo un po’ di nostalgia dei suoi amici lasciati nel mondo che ora definiva “ di su “ , ma era talmente grande la magia di quel posto che non c’era spazio per la tristezza.
– Il colore di ogni cosa – continuò il suo nuovo amico – dipende dal nostro stato d’animo. Se noi siamo felici diventiamo rossi, se siamo tristi, grigi, se rispettiamo la natura e tutte le sue meraviglie il rosso diventa sfavillante mentre se qualcuno di noi soffre e sta male tutto si oscura, ma poi il verde ridà speranza a tutto…. –
– Ma quando sono arrivato qui sono capitato in un posto freddo che mi ha ghiacciato. Ho avuto tanta paura. Era diverso da ogni cosa, è stato terribile . –
– Lo so, è terribile per tutti noi che cerchiamo di evitarlo accuratamente e insegniamo ai nostri figli di non oltrepassare mai quel limite del bosco. Lì alberga tutto il male e ogni vizio dell’animo umano, per questo è freddo e fa paura. Lì c’è il male, l’invidia e la cattiveria e noi , nonostante i nostri poteri magici, rischiamo sempre di caderci . Abbiamo un grande vantaggio in rapporto al mondo in cui tu vivi Paolino, ed è che nessuno può nascondere quei sentimenti per via del colore che ci rappresenta, nel bene e nel male. Questa è la nostra grande differenza: i nostri sentimenti non si possono nascondere dietro una facciata di ipocrisia. –
Paolino ora era più confuso di prima e avrebbe dovuto parlarne col nonno che leggeva tanti libri ,per capire a fondo quello che il suo nuovo amico gli aveva appena detto. – si parlerò col mio nonnino come rientro “ su “ . –
All’improvviso si dispiegò un grosso telone bianco, tutto divenne scuro e fu proiettato quello che a Paolino apparve all’inizio un film. Gli attori però erano facce molto familiari. Erano Guendalina, Fufù e Gugù che ronfavano – ronffff , ronffff , ronffff – un concerto a tre voci con sullo sfondo una montagna di bucce di noccioline.
– Sapevamo che ti mancavano i tuoi amici e allora, ecco, vedi che stanno alla grande. Ti devi solo preoccupare che il tuo Gugù non ingrassi troppo , ahahahahahahaha –
– Oddio hai ragione, quella sconsiderata lo sta ingozzando di noccioline, per un milione di semi di eucalipto! –
Tutti risero di gusto e la serata continuò con balli e canti fino all’alba.
Era giunto il momento dei saluti. Tutto quel popolo strano e dai mille colori accompagnò Paolino al punto in cui arrivò. Erano tutti di colore grigio. – è il colore della tristezza, amico caro – disse il capo.
– Non vi dimenticherò mai amici miei, è stata un esperienza meravigliosa. Posso parlare di voi ai miei amici o deve rimanere un segreto tra noi? – disse il koala mentre già spuntavano due grosse lacrime a rigare il viso .
– Certo Paolino, tanto sono sicuro che nessuno ti crederà, penseranno sia solo il frutto della tua fantasia –
Il volto di Paolino si rigava di copiose lacrime che riempivano il marsupio – ci rivedremo amici vero? Voi potete venire “su” da me e conoscere i miei amici, il mio mondo, la mia famiglia , sigh sigh sigh – singhiozzava il cucciolo di koala – perché io ora che vi ho conosciuto non potrei più vivere senza di voi , sigh, sigh, sigh …… –
Il grigio divenne più scuro e iniziò a piovere . Gli elementi di quella terra meravigliosa si commossero nel vedere la commozione di quel piccolo, tenero nuovo amico .
– Paolino ci fai piangere tutti così . Tu devi sapere una cosa, noi ci rivedremo molto prima di quanto tu immagini. Ora sei nei nostri cuori perché sei buono, sei gentile e odi qualsiasi ingiustizia. Non possiamo salire “ su” da te perché la nostra fragilità non ce lo consente ma sappi che ogni momento nella tua vita noi saremo sempre con te. –
Il capo fece un passo indietro, e così tutti gli altri. Misero una mano nel cuore e tutto si accese di un rosso sfavillante che avvolse il koala e come un vortice di fuoco lo proiettò nel punto in cui era caduto.
Paolino stordito si ritrovò seduto con a fianco lo zaino con i libri e i pasticcini che dovevano servirli per una vacanza rilassante.
Evidentemente era andata in maniera diversa, e mai avrebbe immaginato quello che sarebbe successo quando triste e malinconico si avviava alle pendici delle grandi montagne.
Ma il suo cuore ora era sereno e colmo di amore per quel mondo, quelle creature meravigliose e così insolite, sapendo che le avrebbe riviste e che loro camminavano con lui , sarebbero stati come angeli protettori .
– Ora devo tornare dai miei amici, mi mancano tanto , tantissimo ….. –
Paolino prese lo zaino, e fischiettando corse verso casa.