Mio Nonno era Comunista , mio Padre era comunista, mio bisnonno materno era un anti fascista. Ittiri era un paese in maggioranza comunista, però… però, a volte, alle comunali vinceva Ambrogio Mura, democristiano.
Gli scenari che accolsero la mia generazione, quella nata nei primi anni sessanta, erano quelli di Don Camillo e Peppone, i protagonisti dei romanzi di Guareschi. Campanili e sezioni.
Le note di Woodstock di pace e amore si diffondevano ancora a volumi altissimi e le battaglie sociali , insieme alle laceranti contrapposizioni capitale – operai. Le sedi dei partiti erano un pullulare di iniziative e non si lesinavano scontri dialettici durissimi.
– dimmi Franco, chi è il tuo insegnante di religione. – chiese mio zio. Era sua abitudine fare visita ai nipoti ogni domenica perchè lui, comunista ortodosso, voleva valutare il nostro grado di militanza.
– Don Merella, zio. –
– bene, allora chiedigli come mai Papa Pacelli fu così cauto da farlo apparire connivente nei confronti del fascismo. –
Naturalmente feci quella domanda. Don Merella divenne rosso, blu e verde ma si ricompose. – Io so da chi proviene questa domanda ! disse, trattenendo a malapena l’ira.
Da quel giorno ne fece una questione personale . Mi invitava a casa sua, mi prestava libri , chiacchierava spesso con me nella speranza di salvarmi dal giogo comunista. Non ci riuscì.
L’attività politica non si limitava, come ora, solo al momento elettorale. Ogni domenica la mia sezione era aperta. Si distribuivano le copie dell’Unità e si affrontavano le grandi questioni internazionali fino a quelle locali. Venni a conoscenza della questione palestinese, la posizione di rifiuto netto alla guerra del Vietnam, la posizione del partito riguardo il divorzio e l’aborto. La sezione aveva un odore particolare. Sapeva di impegno, passione e amore collettivo. Ogni persona, ogni donna o uomo poteva andare lì e liberamente esprimersi, dialogare o scontrarsi e crescere, articolare un discorso approfondire un concetto.
Il frutto di questo lavoro trovava il suo compimento nelle battaglie elettorali. Partecipate, presenti di grandi nomi e grandi politici. Ittiri era una piazza importante e meritava nomi importanti. Ricordo, ma posso sbagliare, Luigi Polano, Aldo Moro, Giorgio Almirante e Luigi Berlinguer. Molti di questi comizi avvenivano in contemporanea su diverse piazze ( pensate, tanti avvenimenti in contemporanea , come i concerti, i balli e ora il nulla in contemporanea!) tanto da non sapere dove andare. Non ho mai sentito un attacco personale, mai. Quando si stingevano i manifesti elettorali si tornava a essere semplicemente cittadini di Ittiri.
Dicevo all’inizio che si era un paese comunista ma poi , a volte, vinceva Ambrogio Mura. Sono stato suo avversario in consiglio comunale e tante cose mi distinguevano da lui ma lo ho sempre chiamato zio Ambrogio. Avversario leale e profondamente innamorato del suo paese, come lo erano quelle persone, fossero del P.s.i, della D.c,di Democrazia Proletaria, che anteponevano gli interessi collettivi a quelli personali e che pensavano che la politica fosse un servizio e non un fine. Il mio rispetto e amore va a tutti quelli che hanno lottato, sognato e a volte sono morti per la Democrazia .