Alla radio Mina cantava “L’importante è finire” mentre noi ragazzini iniziavamo a conoscere Bob Marley con “No woman no cry”.
Nel nostro quartiere mancava l’acqua per settimane intere e S’abbadorzu era la nostra fonte di approvvigionamento. Ricordo Mamma scaldare l’acqua e riempire una enorme bacinella vicino alla stufa a kerosene , da lì lavarci a turno, poi maglie di lana grezza e pigiama. Il resto della serata la passava a lucidare scarpe e stirare vestiti per la domenica.
Il 1975 era anno di elezioni amministrative. Il sindaco uscente era il comunista Baingio Oggianu. Come sempre in casa il clima era surriscaldato. Il solito fermento per una famiglia che aveva esponenti di spicco all’interno del P.C.I e del P.s.i.
Si discuteva di liste e alleanze. Si discuteva di programmi e della necessità di non far passare la Democrazia Cristiana. Ora, spiegare cosa era il clima nel paese in queste poche righe è impossibile ma per me, ragazzino di appena 12 anni, era appassionante e volevo non finisse mai.
I profumi della primavera si mischiavano alle questioni internazionali e a quelle locali. La strategia reazionaria faceva brillare bombe sanguinarie e la classe operaia rivendicava con forza i propri diritti di classe.
Sergio Endrigo cantava Ci vuole un fiore, ricordandoci che pace e amore sono collegate al suo profumo, mentre Bruce Springsteen urlava di essere Nati per correre (Born to run).
Noi correvamo per le comunali spediti e consapevoli di avere una lista in cui spiccavano tre donne, giovani, colte, comuniste.
Francesca Dettori, Leonarda Tola e Vittoria Lopez.
Ricordo ancora il comizio di Giovanni Berlinguer con a fianco Francesca Dettori, le bandiere rosse e i pugni alzati con i compagni e le compagne con gli occhi lucidi rivolti a un domani fatto di giustizia e uguaglianza. Forse ingenui, forse illusi, ma che bello sognare.
Il 15 giugno si svolsero le elezioni comunali. Il P.C.I ottenne 2484 voti e Francesca Dettori fu la più votata.
Il voto popolare era stato chiaro. L’attesa era per una Sindaca.
Io non ho conoscenza diretta di come la segreteria e il direttivo del partito affrontarono la cosa, posso solo ricordare entusiasmo e perplessità tra i diversi compagni e so solo che sindaco divenne Giovanni Tavera e che la Dettori si dimise polemicamente.
La scelta procurò lacerazioni e ci vollero molti anni per essere risanata.
Ittiri quasi 50 anni fa avrebbe potuto avere una Sindaca, e a tutt’oggi la stiamo ancora aspettando.