Bingiu Porcu, o Bingiuporcu tuttoattaccato, era il capitano e colonna della Cannedu Ittiri.
Chi, in quegli anni anni a cavallo tra il 1970 e il 1980, ha avuto la fortuna di averlo visto giocare, oppure giocarci assieme, non può dimenticarlo.
Era l’essenza, il fondamento del calcio dilettante.
Serio, puntuale, rispettoso, implacabile in marcatura.
Le sue giornate di lavoro erano dure, incastrare l’allenamento dopo ore di lavoro ancora di più, ma lui sorrideva bonario e dava l’esempio.
L’ho visto correre, sbuffare in campi polverosi, oppure fangosi, sotto il sole, sotto pioggia e grandine ma lui, niente, sempre quello sguardo bonario per dirti – questo è un gioco, un privilegio . –
Noi , giovanissimi calciatori, lo avevamo eletto a simbolo e i solchi sul viso rimandavano a un tempo antichissimo dove l’odore della terra umida e il baluginare del sole ispiravano canti e poesie.
Ho giocato con lui, che privilegio, il privilegio di calpestare un campo polveroso con una persona che ha reso mitico e unico quel tempo.