” Penso che le persone ordinarie siano in realtà straordinarie. Ho iniziato a osservare la vita degli altri quando ero una bambina solitaria. Guardare le persone che passavano per strada era il mio passatempo. Le guardavo e mi sembrava che ciascuna emanasse una propria luce, una luce che avrei voluto catturare ma della quale mi sfuggiva l’origine. ”
Elizabeth Strout, come Kent Haruf nei suoi mirabili romanzi, racconta le vite che dai media vengono definite ordinarie. Nel caso di Haruf la cittadina immaginaria di Holt , dove tutto si svolge, potrebbe essere Ittiri, Uri, Usini dove, a mio parere di vita ordinaria vi è poco.
” L’amore è la vita e io racconto la vita.” Le vite non documentate, non raccontate o meglio descritte per la maggior parte dei casi dai vincitori, da quelli che hanno spezzato schiene, prevaricato e abusato, magari.
Quelle dei nostri avi, i nostri nonni e le nostre nonne che, con immane fatica, ci hanno regalato prosperità, pace e la possibilità di amare, avere passioni e libertà.
La grande letteratura è straordinaria perchè ci racconta l’ordinario, ci fa riflettere su questo e forma uno specchio dove interrogarci , farci venire dubbi ma soprattutto, parlo per me, comprendere.
Lo scintillante mondo che quotidianamente viene esposto, blandito da farci pensare che il modello vincente è questo anzichè quell’altro è una montagna di bugie. Fa cassa, e noi spendiamo, bruciamo sogni e pensiamo che le nostre vite valgano poco perchè non conformi a questi modelli.
Modelli? Ma li vedete attorniati da guardie del corpo, lontani da tutto senza sapere che chi è al tuo fianco ti ama per come sei, pei i pregi oppure per i molti, umani difetti e non per un cospicuo conto in banca o per la fama?
Non puoi sederti in un bar e godere di una chiacchierata, hai finito di vivere nel momento in cui hai raggiunto il successo. Sono queste le vite che invidiamo?
Leggere questi grandi autori è un balsamo, una cura. Ripensare, guardare e osservare, anche immaginare da il senso del tutto.
I miei eroi sono quegli uomini, quelle donne che odoravano di lavoro, di ribellione … e di dignità.