Quando Bastiano, il cognato di Lucia e padrino di Ciccio, arrivò a cavallo in quel umile casolare tra Ittiri e Romana quello che vide fu qualcosa che lo stordì tanto da farlo svenire.
Bastiano era un uomo forte, duro ma buono e quando si riprese rimase immobile a piangere lacrime che lo scuotevano nel profondo. Chi poteva aver fatto una cosa del genere, quale orribile persona poteva solo aver pensato e agito in quel modo. Rimontò a cavallo e si diresse a Ittiri.
In caserma, disse frasi confuse e incomprensibili – non riesco a raccontare, andiamo e vedrete. –
Qualche giorno prima Lucia, moglie di Salvatore, un giovane pastore che rientrava una volta al mese, aveva appena finito di stendere quei pochi panni che aveva appena lavato mentre Ciccio, il loro bambino sordo muto, giocava e si ruzzolava nel fango come era uso fare. Era indulgente con lui, lo faceva fare perchè era un bravo bambino. Intenta come era nelle sue faccende non si accorse dell’arrivo di un uomo.
– Buongiorno. – disse l’uomo
Lucia sussultò, per la sorpresa e anche perchè nella sua voce aveva percepito qualcosa di sinistro. Non si sbagliava.
Ciccio smise di giocare. Aveva dei sensi acuti e quando si spaventava emetteva un suono che si disperdeva nella vallata sottostante. Si era spaventato.
L’uomo riuscì ad afferrarlo, lo portò sul retro della casa e lo legò come si lega un cane. Lucia prese un bastone , ma non bastò. Quello che successe nei due giorni successivi fu qualcosa che mente umana non può concepire.
– Marescià, chi può aver fatto una cosa del genere? . –
Il maresciallo Iellamo ne aveva visto di cose, mai una così . – non lo so Bastià, ma stai certo che farò di tutto per saperlo.
Fu un lutto profondo. Per una settimana il paese si fermò. Il dolore aveva fermato persino i pensieri.
Quello che avvenne dopo, fu altrettanto unico e non c’è memoria nei registri di un altro, simile, fatto.
Nel monte Cuga fu ucciso ( ictu globi) Sassu G.B, di Romana, figlio di ittiresi. Il prete non diede i sacramenti e il suo cadavere fu gettato nel stercuilinium ( letamaio) , posto che ritennero meritasse essere sepolto.
Era il 1807.
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