Quando don Pietro Paolo formulava l’atto di assoluzione a una penitente la sua voce scendeva di un tono, anzi due, divenendo un sussurro suadente.
E di penitenti, nella Ittiri del 1785, pare ve ne fossero più di una, o di due, o di tre.
Don Pietro di Bortigiadas, ma a Ittiri da qualche anno teneva molto al suo abito talare, impeccabile , nero e simbolo di povertà e umiltà. Non che disdegnasse agi e comodità, del resto la lotta tra il bene e il male è da sempre materiale filosofico, dibattito tra essere umani colti e raffinati, quindi contraddizione da combattere – magari nell’aldilà. – pensava spesso, ma mica lo diceva.
Nonostante questi contrasti intimi, la sua vita scorreva serena tra omelie, confessioni e indulgenze. La sua presenza nelle tavole imbandite dei signori era fissa e imprescindibile. Dava conforto, riempiva la casa di squisite conversazioni, ma soprattutto riempiva la pancia di cibarie annaffiandole con dell’ottimo vino . – del resto il paradiso lo si può trovare anche in terra. – pensava.
Il meglio lo dava nelle confessioni, spesso vis a vis, quindi senza l’antipatica grata – che divide, rende poco intima la confessione – lasciati andare cara, tira fuori tutto quello che hai dentro perchè Deus, Pater misericordiarum, qui per mortem et resurrectionem…. .-
La penitente si abbandonava alla metrica latina come fosse una ninna nanna , oppure una favola incomprensibile ma affascinante.
Poteva essere sbrigativo, a volte. Lo era con chi poco aveva – un atto di dolore, e speriamo bene. – mentre poteva stare ore con chi molto aveva e molto destinava come opere di carità e penitenza.
Era amato, temuto, odiato e adorato in maniera simmetrica. Lui era consapevole di questo, e quando la sera, solo tra i molti suoi libri rifletteva, non aveva nessuna difficoltà ad assolversi senza nessuna riserva.
Quando, in quel gennaio del 1785, in quell’aula del tribunale in cui fu processato per essersi fatto intestare terreni e beni da una signora convinta di essere impossessata dal demonio – tranquilla ci penso io ma la penitenza sarà implacabile. – non si perse di animo e, guardando dritto negli occhi del giudice, disse – ho fatto solo quello che il signore mi ha indicato, ho dato serenità, molto ho ricevuto è vero però, nel computo, forse ci ho rimesso! – .