Tonino e Ornella Vanoni
So di averne già scritto, ma la scomparsa della grande cantante , oltre le sue canzoni, ha riportato in superficie questo divertente siparietto.
A Fiumicino , aspettando i vari aerei e coincidenze noi, piccola squadra di provincia, ci imbattevamo in celebrati campioni, in cantanti e attrici e soubrette. Alla fine ci si conosceva, si beveva una birra, si scambiavano opinioni.
Era divertente, a volte interessante, altre deludente. Non è mai stato deludente il nostro amico Tonino ( Cionino , per le fans inglesi).
Alto, spalle larghe, capello biondo fluente, sguardo languido: era il nostro super figo.
Un centrale difensivo attento e mai spettinato.
Bene, lui attraversava le sale dell’aeroporto come una passerella, veniva notato, veniva ammirato.
Una di queste domeniche, Ornella Vanoni aspettava il suo aereo. Vi era un ritardo importante, era annoiata.
Tonino, o Cionino decidete voi, la notò, lei notò lui, si conobbero. Era giustamente emozionato, e noi un pò lo invidiavamo. Si sedette a fianco, si sorrisero e lei pareva estasiata da questo dio greco, sardo però, che mostrava così tanto interesse per la sua arte.
Lo perdemmo di vista per un pò : del resto avevamo anche altro da fare.
Dopo un’ora ripassammo da lui. La situazione era cambiata, il suo viso terreo – Aiutatemi. – mimava – aiutatemiiiiiiiiii – insisteva.
Lei era un fiume in piena, raccontava, rideva e piangeva, tenera e dolce e lui, che non era ferrato in materie umanistiche, quindi più prosaico che poetico, si sentiva prigioniero di una situazione non contemplata.
Ci guardammo bene di aiutarlo, da ragazzi si è crudeli. Quando, dopo un’altra mezz’ora rientrò nel gruppo, aveva la faccia cerea e ci disse – Bastardi –
Grande Tonino, grande e immensa Ornella Vanoni
#storieminimedisport