– ma cosa è questa cosa? –
Avevamo appena transennato il corso, come si faceva da sempre nelle giornate festive per poter passeggiare tranquillamente senza le macchine. Era una situazione surreale, in quel momento, un silenzio che pareva una sospensione.
– tando.. itte azzi fattu . – continuò quel signore placidamente seduto su quella panchina.
Era rivolto al Sindaco Gianni Senes e all’intera giunta .
Eravamo reduci da un viaggio in Emilia Romagna per un gemellaggio. Rimanemmo impressionati dalla qualità dei servizi sociali e culturali e da una viabilità che metteva al centro il cittadino/a anzichè gli autoveicoli.
– E se provassimo a immaginare il nostro Corso come un isola pedonale? Anziani che passeggiano, bambini che giocano etc. etc. ? . –
Naturalmente, prima di spendere soldi pubblici una Amministrazione consulta i cittadini , ne verifica la volontà o l’orientamento perchè si governa ma non si comanda a colpi di maggioranza, nonostante la nostra amministrazione godeva di un consenso enorme.
Quindi, ne parlammo, ne discutemmo, coinvolgemmo esperti che avrebbero monitorato i flussi di traffico nelle vie laterali ( soprattutto via Azuni e via Roma) , e partimmo. Bastavano poche transenne e un pò di pazienza.
Il signore che faceva quella domanda rappresentava la maggioranza del pensiero, però eravamo convinti delle nostre ragioni e argomentammo, spiegammo, non convincemmo. Il corso Emanuele è una arteria fondamentale per il nostro paese, per ragioni concrete, storiche quindi sensibile per tutti.
In più, la relazione che fecero gli esperti sconsigliarono l’aumento di traffico nelle vie laterali : le avrebbe congestionate e creato problemi al lastricato.
Sarebbe stato necessario un intervento profondo e una riorganizzazione radicale della viabilità.
Ittiri è complesso urbanisticamente. Lo è , complesso, su tutto. La complessità pretende soluzioni efficaci e riflettute , sempre e comunque nel rispetto delle diversità di pensiero. Le soluzioni banali possono essere pericolose, e dannose.
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