Quando si dice ” cose da donne .”
Nei primi del ‘ 900 Mary Anderson, mentre se ne stava seduta su un tram e imperversava una tormente di neve, vide l’autista che sporgeva il braccio per pulire il parabrezza. Fu così che ebbe l’idea di un tergicristalli che fungesse da braccio, questa volta meccanico. Era il 1903, brevettò l’idea. Soltanto nel 1922 le case automobilistiche si dotarono di questa invenzione perchè, in quegli quasi vent’anni, ritennero che quella era ” cosa da donna” !
Tutti abbiamo visto due veri maschi come Musk e Milei ( il presidente dell’Argentina) agitare virilmente un sega elettrica. Un prolungamento di chissà cosa. Più efficace è sicuramente la sega circolare inventata da una donna, Tabitha Babbit, quindi ” cosa da donna”, altro che prolungamenti.
Quante volte guardiamo lo specchietto retrovisore della nostra macchina? Si spera sempre, vero?
Ebbene, è stata la giornalista Dorothy Levitt a suggerire la sua installazione su un auto. Un’altra ” cosa da donna”.
Non solo storie di invenzioni piccole e geniali, anche di coraggio e ribellione.
Rosa Oliva de Concillis lottò e vinse , facendo prendere alla Consulta la decisione rivoluzionaria di aprire tutti i concorsi pubblici alle donne. Era soltanto il 1960, cioè ieri.
Queste sono informazioni tratte dallo spettacolo teatrale Tutte le volte che le donne di Cathy La Torre, avvocata e attivista.