Ieri sera , nel salone parrocchiale, si è svolta la presentazione del libro di Matteo Sias Sonos e toccos de campanas.
Quando entri dentro queste storie è come sedersi al cinema e, nel buio che ti avvolge, assistere a un film in bianco e nero. Alla magia di un film che non ti stanca mai rivedere.
Da quelle immagini escono odori, sapori e suoni : in questo caso i rintocchi nitidi di campane che scandiscono il tempo, ne fissano gioie e dolori, allertano sui pericoli, a volte conciliano il sonno.
Emerge il racconto di un paese diverso, altro, ma che ci scuote perchè ci appartiene in maniera conscia, spesso inconscia. Del resto siamo anche quello che siamo stati.
Viviamo ora un tempo iper tecnologico, chiassoso e spesso disumanizzante. Per carità, anche il bisogno, la fame e lo sfruttamento lo sono, e quei tempi, al di là della nostalgia, erano tempi durissimi di fatica ma anche di utopie, sogni e speranze , tanto peggio non si poteva. Quindi, il rintocco nitido ci appartiene, dovremmo risentirlo, dovrebbe scandire nuovamente il nostro tempo e mettere al centro la nostra umanità. Il tempo che ci viene sottratto è un furto, un abuso.
E’ il tempo che dovremo riguadagnare e non sottrarlo ai nostri cari, ai nostri amici, all’amore e alla compassione, alla gentilezza, a noi stessi.
Quel magnifico bianco e nero dei ricordi dovrebbe essere colorato di tinte sgargianti e cangianti.
Un libro, questo libro è questo che ci ricorda.
Bravo e dotto Giommaria Pinna, sempre bravo Domenico Soggia e splendide, emozionanti le voci del Coro Nostra Signora di Monserrato…. e bravo Matteo, per la sua, nostra Marta.