Franco Cadoni scrittore per bambini

Mariangela

M

Ittiri, metà anni ’30

Mariangela aveva appena finito di riassettare la cucina. Era stanca, provata. Era stanca di essere trattata come un oggetto, poco più di un suppellettile . Le discussioni con la sua famiglia , nei giorni precedenti, l’avevano privata del suo spirito allegro e ottimista. Amava le cose semplici, alzarsi presto la mattina, preparare quel poco caffè che potevano permettersi, sedersi in cortile e godere della vista dei pochi alberi da frutta e del pigolio dei pulcini. Avrebbe voluto dei figli, ma l’amore non era arrivato – e non saranno certo loro a decidere chi amare oppure no – . Era questo il suo pensiero fisso : la piena auto determinazione.
Fece un sospiro profondo, mentre in lontananza si sentivano le urla dei sergenti che , ogni giovedì, allenavano alla guerra giovani ignari, e sentì battere alla porta – sarà Maria con qualche pettegolezzo – , sorrise e andò incontrò al suo tragico destino.

Qualche ora prima Toneddu, il terribile Toneddu stava armando la sua Beretta M31 7,65 da 8 colpi. Aveva la bava alla bocca e tremava dall’ira. – a me prendono in giro, bastardi, dopo tutti i servigi che gli ho fatto. Ho rischiato la vita per loro e mi fanno questo. –
Toneddu era arrivato in paese qualche mese prima, al soldo di due potenti famiglie del paese. Temevano per le loro terre e averi. Soldi ben spesi per un sicario coi fiocchi. Il regime proteggeva, ma non si sa mai, qui qualcuno vuole alzare la cresta.
Aveva minacciato, picchiato chiunque potesse recare un pur minimo danno ai suoi mandanti. Oltre i danari, la ricompensa sarebbe stata la dolce Mariangela.
Toneddu aveva approvato quella transazione.
Mariangela come un oggetto.
Mariangela non può opporsi.
Mariangela è una donna.

Mentre attraversava il corridoio, Mariangela sentì in lontananza il nitrire di un cavallo mentre a ovest il sole si adagiava lento sul profilo di Capo caccia. Una leggera brezza piegava leggermente gli alberi . Sarebbe stata una bella serata.
Toneddu svoltò a sinistra , avanzando in quella via stretta già buia. Il suo passo era da animale ferito, la pistola stretta nella mano destra. Buttò il sigaro, e bussò quel battente dorato.
Mariangela indugiò un attimo, forse un presentimento.
Toneddu si mise in posizione.
Mariangela aprì.
Un colpo, un colpo solo al cuore, e la vita breve della donna finì.
Un rivolo di sangue scorse nel basalto.
Toneddu l’assassino fu trovato morto in una desolata campagna qualche mese dopo. Mesi di latitanza.
Di Mariangela resta il nostro tenero ricordo.

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Franco Cadoni

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