Mazzolino, a Thiesi, è una leggenda nel mondo del calcio, ed è con lui che iniziai con quella squadra leggendaria nel calcio dilettante in Sardegna ; ed è con lui che terminò.
È il 1982 , avevo terminato l’esperienza con l’ Ittiri e facevo il militare. La nazionale di calcio , da lì a qualche mese, avrebbe vinto il Mondiale e Battiato , con la Voce del padrone, ci faceva cantare a squarciagola.
Mio padre era proprietario del mio cartellino e un giorno mi disse – c’è questa possibilità, ti va? – . Mi andava eccome, quei colori neroverdi erano da sempre nei miei sogni.
Non ricordo con chi venne, ricordo solo quel sorriso bonario con lo sguardo di cacciatore di talenti.
Convenevoli, due battute, noi siamo interessati, affare concluso. Per essere dei thiesini e mio padre un commerciante vecchio stampo la trattativa si svolse in tempi incredibilmente brevi. Se avete presente trattare affari con i thiesini! Woody Allen ne scriverebbe meraviglie.
Non potendo allenarmi col resto della squadra, ero a Decimo, andai direttamente la domenica. Thiesi – Porto Torres. Che emozione. Quel campo, quelle tribune. Entrai negli spogliatoi e le prime due facce furono quella sorridente di Francesco Pinna e quella seria e concentrata di Antonio Manca. Cavoli. Inizio a spogliarmi , sto per indossare la divisa , nel frattempo si apre la porta – Franco, cambiati che ce ne andiamo, questa gente non sta ai patti – Io, perplesso e amareggiato lo feci. Uscii, fuori era iniziato il riscaldamento, mi dicono di aspettare ancora e nel frattempo mi avvicinano dei dirigenti del Porto Torres – se firmi ora con noi giochi subito.- . Pensai di essere sul set di un film malamente sceneggiato.
Dopo minuti che parvero eterni la trattativa finalmente si defini’ e potei indossare quella casacca agognata.
Dieci anni dopo, Castelsardo – Thiesi. 0 – 2 per noi al primo tempo, senza storia. Il secondo tempo quasi non entrammo e allo scadere prendemmo il terzo gol della sconfitta. Nello spogliatoio volarono parole grosse tra me e Mazzolino. Eravamo nervosi, io sbagliai. Non ho avuto più modo dopo quella volta, che fu l’ultima mia partita col Thiesi , gli chiedo scusa adesso.