Franco Cadoni scrittore per bambini

Una mattina, mi son svegliato, oh Bella ciao, Bella ciao ciao…..

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Camminavo, continuando a fissare quel punto in cui sapevo sarebbe sorto il sole.
La notte era buia, come bui erano stati gli ultimi venti anni. Alle spalle bagliori rossi di fiamme misti a polvere di distruzione.
Sentivo i miei passi e il tumulto del mio cuore. Lì, in quel punto, sarebbe sorto il sole.
Quel sole negato nei campi di sterminio, fango, freddo, umiliazioni e offese. Quel sole negato a mio padre, ai miei padri nella lunga notte del fascismo. Piegati e uccisi.
Inciampo, cado. Cado, come un corpo denutrito e svuotato di dignità tra quel fango e freddo. Mi rialzo, continuo a guardare quel punto nella notte fredda e buia, e penso, penso al gelo della montagna e al pensiero dei cari rinchiusi a casa col nodo in gola nella paura dei rastrellamenti, della delazione dei vigliacchi fascisti.
Sento un fischio di un uccello che non conosco, sembra il fischio dei treni carichi di carne umana da macello. Mi volto ancora, quel bagliore sinistro ricorda il fuoco delle umili case di campagna bruciate dai fasci vigliacchi, sento la scarica delle armi che uccidono i loro sogni. Ora, il mio cuore è calmo perché penso alla mia morosa, a quel sorriso che mi ha fatto innamorare. Sento i miei compagni scendere a valle, domani canteremo insieme il nostro canto di libertà. Domani è il 25 aprile e io sarò lì con loro dimentico di questa notte buia.
Intanto mi siedo, ho perso tanto sangue. Guardo quel punto che piano si illumina. Non respiro bene, mi sdraio un po’. Tiro su la testa, e con le poche forze rimaste, inizio a cantare, non fa niente se non canterò con loro, tanto il sole sorgerà lo stesso…. Una mattina, mi son svegliato, oh Bella ciao, Bella ciao ciao…..

Franco Cadoni

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