Franco Cadoni scrittore per bambini

La storia dei fucili ribelli

L

Poggiarono quei dieci fucili su quel muro pieno di fori. Il silenzio di quel bosco era rotto da quelle frasi urlate in una lingua dura e incomprensibile. Leo il Quokka, insieme a Dina la volpe e Django il dingo, erano nascosti dietro un grosso albero. Avevano sentito storie terribili su quegli uomini e avevano deciso di intervenire, non volevano essere indifferenti, non potevano essere indifferenti.
Diana, furba com’era, scese la stradina e vide che dieci persone, dieci come i fucili, erano prigionieri dentro quella casa diroccata. 5 donne, 5 uomini. Erano tristi, ma avevano gli occhi rivolti a dove sarebbe sorto il sole e, con dei fogli stropicciati e con quello che rimaneva delle loro matite, scrivevano ai loro cari – Pietro , studia e obbedisci ai nonni così io sarò contenta lassù . –
– Giovanna , bada alla mamma che sarà triste ma poi ci sarà la libertà e allora penserete a me, e sorriderete. –
La volpe tornò dagli altri, e riferì. Il sole era ormai tramontato, una lunga notte aspettava i tre amici.
Leo, intanto, col suo sorriso perenne e il suo sguardo puro, si avvicinò a quei dieci fucili poggiati su quel muro pieno di fori – voi che fate lì poggiati e inermi? – disse . Nessuna risposta. – voi fate cose brutte, ho sentito il suono delle vostre parole, producono solo dolore. – Ancora nessuna risposta. – Non volete unirvi a noi e correre, giocare, bere e ridere nella nostra bella valle? –
Finalmente un fucile rispose – noi siamo stati costruiti per fare del male, non possiamo ridere e scherzare. – chi vi ha costruito? – chiese il cucciolo . – gli uomini, cretino. –
– se vi hanno costruito gli uomini e voi non vi ribellate siete complici e cattivi come loro. – disse Leo.
– senti, vedi di sparire che dobbiamo riposare. –
– ma non avete fame, vi porto da mangiare. –
Il grosso fucile guardò il Quokka, e si commosse, nessuno era stato gentile con loro, solo urla e urla e ancora urla. Parlò con gli altri fucili un linguaggio che Leo non comprese e disse – ci vediamo domani mattina all’alba. –

La mattina, prima dell’alba quelle persone cattive presero quelle giovani donne e quei giovani uomini , li legarono e li bendarono.
Ora erano spalle a muro e tremanti. Quelle brutte persone presero i fucili e li puntarono contro di loro agli ordini del loro capo con la faccia deformata dalla crudeltà.
– Puntate –
Gli uomini puntarono.
– Sparate!-
Gli uomini spararono , ma da quei fucili non uscì nulla. Riprovarono , ma niente, quei fucili non ne volevano sapere di sparare. Nel frattempo Django e Diana sciolsero le corde con cui furono legati i prigionieri e tolsero loro le bende e la prima cosa che videro fu il sorriso di Leo – seguite noi e sarete al sicuro – disse Leo.

Fu così che quelle giovani donne e quei giovani uomini poterono raggiungere i loro compagni e compagne nelle colline e continuare a lottare per la libertà grazie alla ribellione dei fucili…. che non vollero più essere indifferenti.

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