Franco Cadoni scrittore per bambini

Gamal

G

Gamal era proprio contento. Era seduto sul suo splendido giardino e ripensava a quella coppa levata al cielo appena due notti prima. Tutto il mondo a parlare di lui, dei suoi dribbling ubriacanti, dei suoi assist perfetti e del suo gol decisivo.
Pensava ai suoi genitori finalmente sereni. Pensava al suo popolo finalmente libero. Pensava al mondo che ora, grazie a lui, condivideva la sua causa.
I pensieri e i ricordi lo avvolgevano quella mattina presto, dove il vento del mare piegava leggermente i rami degli alberi di arancio. Un groppo in gola quasi gli proibì di respirare al ricordo della loro fuga. Aveva ancora negli occhi il viso di suo nonno che lo seguiva sino a quando non era diventato un puntino nero all’orizzonte e, con la sua mano callosa, gli indicava il futuro.
Che bello correre liberi nella spiaggia e arrostire con gli amici. Pensare ai tuoi figli che verranno crescere e studiare e dormire tranquilli. Certo, ora la fama andava gestita e di pace neanche a parlarne, ma cosa vuoi che sia in confronto agli anni precedenti, quando un’ora di sonno era una grande conquista. Questo non doveva mai dimenticarlo Gamal, mai.
La sua vita, ora meravigliosa, non doveva mai fargli dimenticare la sofferenza del suo popolo e l’umiltà delle sue origini. Perché da un’altra parte ci saranno altre ingiustizie e altri morti. Perché così và il mondo e i cattivi sono sempre tanti.
In autunno avrebbe ritirato il pallone d’oro e avrebbe avuto la stampa di tutto il mondo ai suoi piedi. Avrebbe raccontato tutto questo, semplicemente.
Pensando a tutto questo il tempo era passato. In lontananza le onde del mare si erano acquietate e il sole tra un po’ le avrebbe accarezzate. Gamal mise le protesi alle gambe e pensò che se quella maledetta mina occidentale non gliele avesse spazzate via, lui ora sarebbe corso verso il mare.

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Franco Cadoni

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