Se vi voltate a sinistra, in quella stretta via che porta all’attuale Piazza Umberto, vedrete quel che resta di una casa, della casa dove ha vissuto Teresa.
Era la metà del ‘500, Teresa viveva con i suoi piccoli figli, un maschietto e una femminuccia. Il marito, Battista, era morto di fatica nei campi.
Faceva di tutto, Teresa, lavorava duramente per sfamare quelle due boccucce , ma non bastava; eppure questa fatica, il tormento della fame non oscurava il suo sorriso, non intristiva i suoi occhi neri e profondi, combatteva per veder sorridere i suoi due figli.
Quando questi non stavano bene li curava con erbe e unguenti e raccontava loro storie antiche, storie belle dove il sole brillava e i prati erano in fiore e dove Battista salutava loro dall’alto, lontano ma sorridente.
Era bella, era sola Teresa. Faceva girare la testa a molti. Tanti bussavano alla sua porta, tanti volevano aiutarla , non per compassione ma per voluttà, per avere indietro tutto più gli interessi, mentre le donne , ah le donne, a volte peggior nemiche di loro stesse , mettevano in giro dicerie, cattiverie – chissà cosa succede la notte lì dentro. –
Questa sua ostinazione a negarsi era insopportabile. Qualcuno avvertì le autorità – è sicuramente una strega. –
– si, si è una strega. – urlarono tutte e tutti in coro , facendo prevalere l’odio , l’invidia sulla compassione di quella donna fiera madre di due creature.
Andò a finire come centinaia, migliaia di altre donne che, oggi si festeggia la festa della Mamma, non hanno potuto essere Mamme , non hanno potuto veder crescere i propri figli.
Allora, come adesso!!!