Franco Cadoni scrittore per bambini

S’arza

S

Questa è la storia di una ragazza di Ittiri dalla voce bellissima, di un giudice che , distratto, sbagliava la scrittura delle sentenze , di un ragazzo guarito e ammaliato.

 

Quando Antonia cantava, in quella casa dove prestava servizio proprio ai piedi della scalinata in pietra sotto il convento di s. Francesco, le finestre si spalancavano e i cardini parevano cedere alla potenza di quella voce, mentre anche le rondini interrompevano i loro voli perpetui.

 

A quei tempi , i morsi dei ragni neri ( S’ARZA) venivano curati in modo singolare : la parte morsa veniva coperta con del letame, in modo che la ferita cicatrizzasse e in parte lenisse il dolore atroce.

 

Un giorno Giovanni , un giovane e robusto giovanotto, venne punto da una vedova nera. Abitava a due passi dalla casa dove lavorava Antonia che, vedendo accorrere delle persone si incuriosì e, smettendo di cantare, uscì per vedere cosa fosse successo.

 

Lei , aveva notato Giovanni, lo guardava e lui guardava lei , di nascosto – ma quanto è bello – pensava , e subito si vergognava. Ora, vedendolo piegato in due dal dolore il suo cuore battè forte , ma così forte che intonò una melodia dolcissima, struggente e irresistibile tanto che quel veleno evaporò e Giovanni ritornò più forte e bello di prima.

 

Qualche tempo dopo , invitato al matrimonio dei due il Giudice confessò ad Antonia che, anzichè le sentenze, trascriveva i testi delle sue canzoni – del resto la pretura è a due passi quindi, ti prego, canta dopo che scrivo le sentenze altrimenti non riuscirò a fare il mio dovere. –

 

Non so se la storia è vera, ma Giovanna e Antonio hanno vissuto insieme fino a qualche tempo fa e, alcuni anziani lo confermano, lei aveva una voce bellissima.

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Franco Cadoni

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