Franco Cadoni scrittore per bambini

una storia di amicizia

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Questa è una storia di amicizia nata in campi polverosi e duri.
Ricordo come oggi quel pomeriggio che , dopo la nostra partita in un quadrangolare a Thiesi, mi sedetti in tribuna a assistere a quella successiva. Era il 1977.
Quel giorno vidi giocare per la prima volta Raimondo Marras.

Quando sei così ragazzino, 14 anni, sei molto competitivo e vedere un talento di quelle dimensioni ti provoca un misto di invidia , ammirazione e competitività.
La numero 10 sulle spalle, testa alta e un mancino talmente educato che poteva dipingerci delle tele con tutti i colori dell’arcobaleno.
Speravo la sua squadra perdesse, così da incontrare la mia l’indomani mattina. Perse, e ci scontrammo.
Non vedevo l’ora di giocarla , quella partita.
La giocammo, e fui io a provocarlo. Qualche dribbling, un paio di tunnel e qualche frase provocatoria. Aveva un carattere forte , ribattè con gli interessi naturalmente e passammo la partita a dircene di tutti i colori. Almeno avevo attirato la sua attenzione.

La mia prima partita da titolare la feci a Ittiri che avevo 16 anni appena compiuti e al vecchio comunale del mio paese dovevamo incontrare , indovinate un pò, il Macomer, la sua squadra, una delle squadre più forti che abbia mai incontrato nella mia carriera. Lui aveva la n. 10, bello , disinvolto, già leader. Nemmeno provai a provocarlo tanto la differenza era marcata , io un pulcino spaurito, lui già una potenza.

Ero nello spogliatoio del Cagliari, al Poetto, era il mio primo allenamento dentro un gruppo che mi intimoriva, di fronte a me Raimondo che mi guarda – ma io a te ti conosco – io risposi – forse si- temendo mi spaccasse la faccia , invece si alzò, mi abbracciò e rese il mio breve soggiorno in quella squadra piacevole e indimenticabile.

Negli anni successivi ci siamo sempre incrociati e sempre mi chiedevo perchè un talento così , insieme a tanti altri, non giocasse nei professionisti. E’ un mistero di quegli anni. Poi, un anno , ci ritrovammo a Thiesi. Come un cerchio che si chiude.Lui aveva la mistica della n. 10. La n. 10 era la mia , però. La cedetti e presi la 9. Lui era quello che la meritava.
Siamo ancora amici, amici che iniziarono litigando fortemente, e che lo sport ha unito.

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Franco Cadoni
di Franco Cadoni
Franco Cadoni scrittore per bambini

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