Il tintinnio dei campanacci risuonava per tutta la vallata di Musellos. Ittiri, in quella notte fredda e stellata , dormiva .
Era il 1925, quella carciofaia, da poco impiantata grazie a dei tassi regalati da un generoso usinese, era l’orgoglio di Matteo.
Dall’alba al tramonto a lavorare quel frutto prezioso della terra. Qualcosa, ultimamente, andava storto.
– Secondo me il gregge di quelli là sconfina, calpesta, bruca e non per caso. – disse a Baingia Antonia, sua moglie.
” Quelli là” , come li chiamava evitandone il cognome, erano i componenti di una famiglia cattiva e prevaricatrice. Razziavano, distruggevano e la facevano franca, e nemmeno le denunce reiterate servivano a fermarli perchè, essendo originari dello stesso paese, il maresciallo li copriva complice attivo di quei soprusi.
– se non avete prove è inutile veniate da me, io non credo minimamente siano in grado di fare cose del genere. –
– ma un appostamento, una qualsiasi cosa, loro la notte vi portano il gregge e prima dell’alba le ritirano – insisteva Matteo.
– per cortesia, vada via che ho cose più urgenti da sbrigare. –
Matteo era rassegnato, impotente. Non era rassegnata Baingia Antonia, donna forte e determinata. Una notte, l’appostamento lo fa lei. Quelle pecore, innocenti e ignare , pascolano beatamente. La donna, che ci sapeva fare, piano le fa uscire dalla carciofaia e le indirizza verso il paese. Una sfilata notturna di candide creature. Dove ora c’è il Mercato civico allora vi era Sa Mandria, un recinto comunale dove poteva essere portato il bestiame incustodito. Per intenderci: è come il parcheggio delle auto rimosse col carro attrezzi! E lì le consegnò al custode.
Rientrò serena a casa, mentre ” quelli là” pagarono una multa salata.
La ritorsione non si fece attendere. Nella carciofaia vi era un pozzo e in una cabina la pompa di irrigazione per le colture e per riempire dei vasconi che venivano usati per lavare i panni. La pompa di alimentazione venne sabotata, quindi niente acqua.
Baingia Antonia, come Miss Marple, notò delle impronte limpide nel fango. Andò dal maresciallo, lo costrinse a seguirla e a chiamare ” quelli là”. Le impronte combaciavano al millimetro.
Dalle notizie che ho, il marescialli fu trasferito a Macomer e Matteo e Baingia Antonio poterono tranquillamente mangiare i loro ottimi carciofi.
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