Franco Cadoni scrittore per bambini

Ittiri 29 01 1782

 

Tomaso Baingio Cossu non aveva altro. Aveva quel maiale, e una notte intera per preparare, rifilare e condire quello che avrebbe sfamato la sua famiglia per il resto dell’anno.

 

In quella grotta aveva custodito il suo tesoro da razzie, e dalla cattiveria che si impossessa delle persone quando hanno fame.

 

Pioveva, quella sera. Tomaso guardò Giuseppa, poi volse lo sguardo ai suoi quattro figli e uscì. Tomaso aveva 45 anni. Era una vita dura, ma lo era per tutti quelli come lui che nascono con un destino che , per chi si rassegna, appare segnato. Tomaso non si rassegnava. Sapeva che doveva e poteva essere diverso per lui , ma soprattutto per i suoi figli.

 

La pioggia era diventata più fitta e la strada era ancora lunga. Accelerò il passo.

Poteva procedere a occhi chiusi. Quella era la sua terra, i luoghi in cui con suo padre e con suo nonno aveva lavorato, passeggiato e scoperto anfratti misteriosi, grotte millenarie dove, così suo nonno gli raccontava, avevano dimorato fate e gnomi e animali dagli occhi scintillanti.

 

Quanta forza gli davano queste storie. Era come fosse sospinto da millenni di storie e racconti, di vite vissute e, quando si fermava e chiudeva gli occhi, pareva vedesse e ne respirasse i patemi, le gioie e anche gli inevitabili dolori.

 

Si ritrovò nella grotta. Fece il fuoco e, con la luce tremolante, iniziò a lavorare. Era un tesoro prezioso e andava fatto un lavoro delicato. Sezionò le parti e le divise. Taglio a cubetti, snervò e arrotolò. Condì con sale, alloro e finocchietto selvatico e vi spruzzò del vino. La grotta si riempì di odori inebrianti. Quello avrebbe sfamato i suoi figli.

 

Non pioveva più, quando finì. Si sedette a guardare il risultato del suo lavoro. Era stanco. Era soddisfatto.

Tra un pò l’orizzonte avrebbe schiarito.

 

Quando passo in quei luoghi, penso a Tomaso.

 

Non so che cosa successe nei giorni successivi. Come Giuseppa e i suoi figli ricevettero la notizia, e chi lo trovò in quella grotta dove era rimasto solo un odore acido.

 

Chissà se ha guardato quell’orizzonte, Tomaso.

 

#storiediittiri

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di Franco Cadoni
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