Caro amore mio
E’ un miracolo sia riuscito a salvare questo foglio di carta e una penna . Come state? Come stai tu e la nostra piccola Chiara. Immagino lei nel tuo grembo che ti guarda con i suoi occhioni, e ti sorride. Non hai idea di quanto mi mancate e il senso di colpa di non essere lì a proteggervi a volte mi assale e mi travolge, tanto più in questo momento in cui quel che resta di una candela allunga le ombre della nostra solitudine. Fuori sento l’ululato di un lupo, pare voler comunicare con noi, che lupi ormai lo siamo, braccati, inseguiti , spaventati ma determinati perchè siamo dalla parte giusta. Ieri, purtroppo, abbiamo perso Giuseppe, che noi chiamavamo Pipino per via della sua bassa statura, ricordi? il figlio del fornaio, aveva solo 16 anni e non oso immaginare il dolore dei suoi.
Sai, amore mio, a volte mi chiedo se ne è valsa la pena, se tutto questo ha un senso; è un attimo, però, poi penso a nostra figlia, ai figli che avremo, se tu lo vorrai, al loro futuro in libertà, in democrazia e mi passa lo sconforto, mi passa tutto e sorrido, sorrido che i compagni e le compagne pensano sia impazzito.
Sto per terminare gli spazi , non ho altra carta ma voglio che sappi che niente come il tuo odore, il vostro odore mi manca, a volte la mancanza è tanto insopportabile da sembrare una tenaglia che stringe serrando gola e cuore, ma poi penso che vi ri abbraccerò col sole della primavera, col vento della libertà e con l’odore del pane fresco.
Salutami Babbo e Mamma, salutami tutti e abbraccia forte il nostro piccolo diamante. Dille che Babbo è in montagna perchè lei, e milioni di lei possano vivere liberi.
ti abbraccio, vi abbraccio.
Scrivendo queste due righe , ho provato a immaginarmi 80 anni fa, solo in montagna, al freddo e nella paura come migliaia di ragazzi e ragazze che hanno rinunciato alla vita per regalarla a noi. Non hanno potuto riabbracciare i loro amati e risentirne l’odore , e penso che ogni giorno, ogni minuto un cui nel mondo c’è un sopruso, una violenza, una dittatura noi dobbiamo pensare a loro, che hanno sacrificato la loro vita per tutti noi.
Viva la Resistenza, sempre 25 aprile