Franco Cadoni scrittore per bambini

Michele

M

Michele arrivò a Ittiri nel 1910. Aveva 10 anni. Lo accompagnò il padre, che poi tornò al suo paese.

 

A Fonni, il suo paese, lasciò la sua famiglia, i suoi amici, ma a quel tempo si diventava adulti prima, la vita era dura ma altrettanto forte era la determinazione e il coraggio di trovare nuove strade per poter vivere meglio, di sperare di vivere meglio.

 

Era un bravo ragazzo, aveva il cuore più grande del sole e della luna e il lavoro non lo temeva.

– sono nato pastore e pastore voglio fare . – disse alla signora che affittava stanze nel ricco e vivace paese di Ittiri.

 

Quella signora aveva fratelli che avevano terre e greggi, così Michele iniziò il lavoro per cui era nato.

 

Servo pastore, veniva chiamato. Quella orribile definizione sottintendeva ore e ore di duro lavoro, al freddo, al caldo, tutti i giorni. Così fece Michele per tanti anni. Mai una polemica, solo l’ostinata volontà di rispettare il destino assegnato fino a che il suo sogno non si fosse avverato : farsi un suo gregge e farsi una famiglia.

 

Passò il tempo, conobbe Giovanna Maria e se ne innamorò. Era giunto il tempo di mettersi in proprio. Acquistò le pecore, trovò dei bei terreni alla Nurra e così potè sposare quella donna alta e bella.

 

Ittiri era diventato il suo paese. Arrivarono i figli e le figlie, arrivarono i nipoti. Che bello, arrivi solo, poco più di un bambino e ora hai intorno una grande famiglia che ti ama.

 

Quel giorno era il 15 agosto del 1969. Michele, che era del 1900, aveva quindi 69 anni e lavorava ancora, con amore e passione immutata. In quel giorno di festa affrancò i figli dal lavoro – andate a festeggiare in paese, qui resto io. –

 

Era una giornata ventosa, il maestrale faceva il suo lavoro. Michele vedeva i cani nervosi, e capì.

 

Le fiamme si svilupparono improvvise, incuranti di ogni cosa.

 

Prese qualcosa, forse una coperta, non si sa bene e corse, cercò di frenare quello che era impossibile da fermare, cercò di salvare quello per cui aveva sacrificato l’intera vita, ma non vi riuscì.

Chissà se rivide lui bambino, piccolo, solo, impaurito, chissà cosa pensò quegli attimi in cui le fiamme lo avvolgevano e lo uccidevano.

 

Michele morì il giorno di Ferragosto.

Leggi i miei articoli

Franco Cadoni
di Franco Cadoni
Franco Cadoni scrittore per bambini

Your sidebar area is currently empty. Hurry up and add some widgets.