– Quando il maresciallo Ferrarini venne a casa e lo vidi parlare con mamma capii che qualcosa di grave era successo . –
Zio Vittorio, nonostante i suoi 90 anni, ha una memoria prodigiosa e una leggera inclinazione nella voce mentre ricorda quel giorno di Agosto.
– avevo fatto da poco la comunione con un paio di zoccoli fatti da tiu Melone e delle calze fatte a mano ; sai, si era poveri allora, tanto da non crederci. Mamma mi disse – corri da tuo padre e digli che Antonio è morto. –
Corsi a perdifiato, Babbo ferrava il cavallo da zio Foddai e col fiato rimasto glielo dissi. Lui mi guardò, e non disse una parola.
Antonio Zara morì il 16/08/1944 a San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo durante un conflitto a fuoco contro la banda di Salvatore Giuliano, il famigerato bandito. Faceva parte della divisione Sabaudia che coadiuvava i carabinieri nell’azione di contrasto contro insurrezioni e brigantaggio.
Vi fu , quindi, comunicazione ufficiale tra arma dei carabinieri e comuni di San Giuseppe Jato e di Ittiri riguardo il fatto. Tutto si ferma qui, però. Non esiste niente che citi Zara Antonio e la sua morte. Questo è strano, e anche ingiusto. Lo è ingiusto, perchè la sua giovane vita è stata spezzata nell’esercizio delle sue funzioni e all’interno di una divisione dello Stato. Lo è ingiusto, perchè tutti i morti di quel periodo sono ricordati, in molti casi insigniti di una medaglia ma per Antonio niente, nemmeno il suo nome nel monumento di ricordo dei caduti.
Zio Vittorio mi ha raccontato di insistite ricerche tramite questure e molto altro, ma nemmeno così ha avuto le risposte che cercava.
Io spero che questa storia tragica venga condivisa, approfondita da chi ha potere e possibilità.
Spero che il nome, il sacrificio di Antonio venga ricordato perchè è un figlio del nostro paese, della nostra terra che si è sacrificato per la nostra libertà.
#storiediittiri