Il prezzo di un uomo erano tre fori nella schiena
Il primo colpo fu forte. Chirurgico. Spietato. Alle spalle, perchè il tradimento non guarda negli occhi. Il secondo appena di lato. Il terzo per essere sicuri.
Peppe pulì il coltello da macellaio sulla gamba destra, guardò in tralice Doddore con gli occhi ancora iniettati di sangue – è fatta. –
Presero il corpo , lo trascinarono fuori nel buio e rientrarono. Doddore attizzò il fuoco, Peppe lavò mani e coltello , si sedettero e mangiarono.
Silenzio, e nessuno scrupolo. Solo il crepitio del fuoco.
– Ha ucciso una donna, ricordalo. – Peppe interruppe il silenzio per tacitare la coscienza, Doddore, col formaggio in mano annuì, un sorso di vino denso come l’inchiostro li aiutò a mandar giù il morso della corruzione.
Fuori, il vento era aumentato e la luna allungava ombre sinistre. Era il momento di muoversi. Caricarono sul mulo quello che era rimasto del loro amico. Camminarono per un’ora senza dirsi una parola. Arrivarono alla fontana, misero giù il cadavere, lo spogliarono, lo lavarono. Un rumore li paralizzò. Si nascosero sotto il muretto a secco, non respiravano. Solo il cuore di Doddore sembrava volesse uscire dal petto. – stai tranquillo, non è niente . –
Passarono minuti interminabili. Loro due, il corpo esanime e un mulo.
– dai, forse era solo un animale. –
Misero il cadavere tra la fontana e il muretto. Lo coprirono con un bianco lenzuolo, come se quel sacrificio fosse stato necessario. Andarono via.
Il giorno dopo Ittiri si svegliò con la notizia della morte di quel sicario ricercato dai carabinieri.
Le indagini non giunsero a niente. I due incassarono la loro taglia. Forse in paese intuirono chi l’avesse pagata.
Ora,di questa storia rimane un ricordo che è un sussurro e un polveroso fascicolo in un buio scantinato.
#storiedittiri