Franco Cadoni scrittore per bambini

Giovanna Maria

G

A Ittiri, in via Marconi, le porte e le finestre erano sempre aperte. La sera, durante le notti di luna piena, le persone si sedevano al fresco.
Si chiacchierava, si raccontava del raccolto imminente e del tempo che non era più come prima – la gente era diversa, persino i bambini sono diventati impertinenti –
Era la metà del 1939, a Ittiri, in via Marconi. Lì viveva Giovanna Maria, sposata con Battista. Lei raffinatissima tessitrice, donna virtuosa e saggia, lui pastore. Era una persona mite, Battista e aveva una sottile malinconia di fondo per via che doveva stare lontano dalla sua amata.
Lontano perchè le greggi erano in un pascolo preso in affitto e lontano, molto lontano dal paese. Rientrava ogni 15 giorni e nel tragitto verso casa il suo cuore balzava a ogni passo che lo avvicinava a Giovanna Maria. Lei lo aspettava , lo coccolava e vezzeggiava. Erano una bella coppia.
Quando lui ripartiva, Giovanna Maria lo osservava fino a che i suoi giovani occhi innamorati non lo vedevano scomparire oltre l’orizzonte.

Quella sera Marisciana non riusciva a prendere sonno. Forse il caldo, forse i pensieri ma non riusciva. Si alzò dal letto attenta a non svegliare nessuno e si sedette al fresco. Mentre recitava il rosario , sentì qualcuno bisbigliare nella casa a fianco. Marisciana era tutto fuorchè sorda e parecchio incline al pettegolezzo e, svelta di mente com’era, pensò che Battista non era in casa quindi Giovanna Maria con chi parla? Si accostò alla finestra e – ciao , sei arrivato? vieni, andiamo a letto. –
Oh cavolo , pensò la donna, che oltre che ci sentiva benissimo non era muta per niente – e ora come faccio a dormire, c’è qualcuno con lei .- Non vedeva l’ora di raccontare il tutto alle amiche.

– ma come , lei così virtuosa e innamorata invita qualcuno a letto- tutti i santi e le madonne furono chiamati a raccolta mentre la notte, quando gli altri dormivano ,le comari facevano capolino vicino la casa di Battista.
Di nuovo la stessa frase – sei arrivato, vieni andiamo a letto . –

Dopo qualche giorno la vicenda era di dominio pubblico . La donna aveva un amante.
– bisogna dirlo a Battista – disse Marisciana. Chiaramente per il bene di quel pover’uomo, mica per godere del fatto!

Fu così che Battista, prima che arrivasse in paese, fu fermato e messo a conoscenza dell’increscioso accadimento.
Rientrò, facendo finta di niente ma col cuore in tumulto, fece finta di ripartire, e poi tornò.
Quell’uomo mite, pur avendo le chiavi, non aprì la porta bensì bussò.
Lei aprì sorpresa, lui cercò disperato qualcuno che dentro casa non c’era. C’era una zucca svuotata e piena di vino, come d’uso allora, più una tabacchiera da dove Giovanna Maria, per combattere la noia e la solitudine, attingeva tanto che i fumi dell’alcol le facevano vedere il marito che rientrava e che invitava ad andare a letto.

Le comari furono deluse, Battista era al settimo cielo e questa storia è assolutamente vera. Successe in via Marconi a Ittiri alla metà del 1939.

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