Assunta osservava sua nipote Giulia. Il maestrale muoveva le tende di quella stanza quasi disadorna e fresca. Era certa di intuirne i pensieri. Del resto , prendere quella decisione non era stato facile e lei, nonostante la avesse spinta a prenderla, un pò si sentiva in colpa.
In quel paese bigotto, reazionario non era facile lasciare tuo marito senza pagare conseguenze dolorose.
Assunta era stata a servizio in questa famiglia di nobili a Sassari. Era quasi una bambina. Avevano un figlio , questi nobili, brava gente per carità ma con lui , cagionevole di salute e incline a una malinconia dolorosa, avevano un atteggiamento duro e scostante. Legarono tantissimo, la giovane paesana con il giovane rampollo, solo con lei lui sorrideva e con lei condividevano l’amore per la letteratura. Si chiudevano nello studio del patriarca , e leggevano, leggevano e immaginavano. La vita di Assunta cambiò per sempre, e così il suo modo di vedere la vita.
– ho parlato con chi sai, è quasi tutto pronto , tra pochi giorni ti metterai questa storia definitivamente alle spalle. –
– ho paura zia, lui non mi lascerà perdere, non rinuncerà a me tanto più con la mia famiglia dalla sua parte. –
Lui, era Costantino. Un ex emigrato rientrato in paese con un bel gruzzolo. Vide Giulia, se ne innamorò all’istante. Aveva modi gentili, era elegante, pareva conoscesse il mondo. Dopo un anno di fidanzamento si sposarono. Dopo un pò iniziò l’inferno per quella ragazza bella e ingenua. Lui non era più gentile. Lui era il demonio. Furono anni terribili, di rinunce e umiliazioni nascoste tra le mura di casa. Quando trovò la forza di parlare con sua madre , lei le disse – buono o cattivo così lo devi tenere, vuoi fare scandalo? . –
Era un piccolo paese, erano gli anni ’50.
Assunta si accorse di tutto, la spinse a lasciarlo. Ora, la proteggeva da lui, dalla sua volenza.
– Domani vado a Sassari per organizzare il tutto, tu non aprire a nessuno e aspetta che torni. –
Giulia, tremando annuì.
Non resistette a stare in casa aspettando la zia. Voleva prendere aria, le mancava l’aria.
Era presto, l’aria era frizzante e sapeva di vendemmia imminente.
Il corpo di Giulia non fu mai trovato.