Franco Cadoni scrittore per bambini

Zio Baingio

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Zio Baingio, come tutti lo chiamavano in paese per la sua bontà e intelligenza, guardava in silenzio la bara chiusa dove riposavano i resti del suo giovane nipote.

Aveva solo un’immagine nei suoi occhi: quel sorriso perenne e i suoi occhi trasparenti.
Come aveva potuto sdraiarsi freddamente su quei binari e aspettare che il treno lo straziasse?
Niente coincideva . Il sorriso, i sogni e quello stridio dei freni sulle rotaie che non avevano potuto evitarlo.

I rintocchi, lugubri accompagnavano il morto in quel viale che troppo presto lo stava accogliendo.

Zio Baingio andava con Francesco, il suo unico nipote, in certe domeniche invernali a salutare i suoi cari e alcuni vecchi amici morti in guerra. Raccontava le storie di ognuno, i giochi semplici di bambini e le zuppe povere della madre, l’odore dello sterco dei cavalli in quelle strade bianche con ai lati case povere e scrostate. Era una cosa intima i cui odori fuoriuscivano da quelle storie come pane fragrante e facevano immaginare, a quel nipote gentile e sorridente, che la vita continuava anche quando non c’eri più, che stavi lì insieme a tanti altri a parlare, non come da vivo ma in un altro modo. Questo Francesco diceva al nonno, e ora il suo sorriso si era spento, ora , chissà, forse anche lui stava già parlando e vivendo in un altro modo.

Dopo, a casa, Zio Baingio osservava la giovane vedova, la più bella ragazza del paese. Immobile, nessuna lacrima; forse il dolore si manifesta in tanti modi ma Baingio aveva una strana sensazione, non la comprendeva ancora, era una idea che scacciava come si presentava nella sua mente così analitica – forse troppo – si diceva.

Un suicidio. Nessuno aveva avuto dubbi, e poi il biglietto ritrovato lì vicino che lo annunciava.

Un anno prima, appena sposato, Francesco aveva fatto testamento

– perchè già il testamento – gli chiese il nonno
– Francesca ha insistito, non si sa mai, io non ho nulla tu hai tanto non vuoi, nel caso, farmi vivere tranquilla? –
Il nonno aveva pensato che due giovani pensano ad amarsi, ballare, fare figli se vogliono ma non a un testamento. – non avete nemmeno 30 anni!

Zio Baingio fece riaprire le indagini. Era mesi che rifletteva e si era persuaso che quello del nipote non era stato un suicidio ma l’omicidio premeditato da Francesca con il suo amante Giovannino.

Zio Baingio continuò ad andare al cimitero. Parlava con i suoi cari e con suo nipote… finchè non li raggiunse.

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Franco Cadoni

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