Nicolino rigirava tra le mani un ramo di ulivo. Le pecore pascolavano serenamente in quella vallata divisa dal fiume che, placido, confluiva nel Rio Mannu.
Meridiana, la sua cavalla, brucava libera l’erba mentre un leggero vento da sud-est scompigliava la sua criniera.
Il giovane pastore aveva un solo pensiero, però. Nicolino pensava a Simona. Pensava che tra qualche giorno suo padre sarebbe andato a casa sua, da quel burbero e severo padre che sarebbe diventato suo suocero, per chiedere in moglie quella ragazza che aveva rapito sogni e pensieri.
La sera prima la aveva vista. Lei sapeva che a quell’ora sarebbe passato con la sua cavalla, la avrebbe guardata con i suoi occhi neri e profondi e….. mica sapeva come descrivere quelle vertigini, non aveva studiato lei, ma essere percorsa da quella sensazione, da quel tremito la faceva lievitare un tanto così da terra, mentre lui quasi sussurrava a quella bianca cavalla quella che sarebbe stata la loro vita negli anni a venire.
Nicolino sentì un tuono in lontananza e vide le pecore nervose. Guardò a sud e pensò che quelle scure nuvole avrebbero portato pioggia. Non poteva sapere che laggiù, a sud, un temporale rovesciava tanta di quell’acqua da ingrossare quel fiume come mai si era visto.
Meridiana smise di brucare l’erba e nitrì, irrequieta. Il giovane pastore ebbe una brutta sensazione.
In quel momento Simona, con la sua amica Maria, erano dirette a ” Su Brugnu” per lavare i panni. Simona raccontava a Maria di Nicolino, del suo amore e dei suoi desideri semplici . Cantava Simona, cantava Maria felice per la sua amica. Oggi era leggero anche quel lavoro massacrante.
Fu all’improvviso che il fiume tracimò l’argine, violento , ignaro delle cose della vita. Nicolino sapeva che Simona sarebbe andata a lavare i panni , sapeva perchè si sarebbero incrociati nel ponte di Astasi, e sapeva che quella massa d’acqua la avrebbe travolta.
Corse verso la cavalla, la montò e come impazzito la fece correre, correre, correre.
Simona e Maria avevano quasi terminato. Non si erano accorte che il flusso dell’acqua era aumentato.
Nicolino vide il fiume , e sperò, pregò e rivolse gli occhi al cielo.
Non bastò.
I corpi di Simona e Maria non furono mai trovati.
Ittiri , Settembre 1909