Franco Cadoni scrittore per bambini

Ninigheddu

N

Mio Nonno aveva una gallina. Aveva una gallina che era vecchia, tanto vecchia da camminare a stento. La gallina superstite era in un recinto all’interno di un cortile adiacente la sua casa popolare. Uno spazio verde dove fiori, piante e alberi da frutta creavano l’illusione di essere in campagna.

 

Mio Nonno era comunista quindi, nel garage a fianco dove non c’è mai stata una macchina, c’erano pile dell’Unità, il giornale fondato da Gramsci.

Quando era lucido leggeva assorto e silenzioso, quando non lo era si lanciava in confuse disquisizioni su massimi sistemi di cui io, che avevo poco più di 10 anni , intuivo non fossero proprio conformi, dopodiche’ si rivolgeva a quella gallina e la insultava e la minacciava , dicendo – ti faccio a brodo se non fai almeno un uovo. –

Mio Nonno non parlava di lui, della sua vita e delle sue avventure. La sua generazione era sobria, solo il loro viso faceva intuire il portato delle loro storie. La loro malinconia, il guizzo triste nei loro occhi. Questo però lo capisci da grande, allora ne subivi il fascino.

 

Mio Nonno era stato un elettricista , padre di 8 figlie femmine.

Mio Nonno non ha mai giudicato.

Mio Nonno era libero, anarchico quindi oltre il comunismo.

 

Mio Nonno aveva ricavato uno spazio tra un albero di pesche e uno di nespole. Io mi rintanavo lì, ed era bellissimo.

 

Aveva quel giardino nella sua casa popolare. Ancora adesso ripensando ai primi anni ’70 , in cui io avevo poco più che 10 anni ,posso dire che era il posto più bello del mondo, il posto dove provavo la felicità più autentica e assoluta .

 

Mio Nonno non mi ha lasciato beni materiali ma qualcosa che non si può comprare.

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Franco Cadoni

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