Il 3 ottobre del 1880, alle 15 del pomeriggio, il silenzio dell’abbazia di nostra signora di Coros fu squarciato da un colpo di fucile che ” trafisse in modo orribile” Usai Giovanni Antonio, l’eremita di Coros.
L’eremita amministrava i beni della chiesa e, contrariamente a come si crede, aveva mogli e figli.
Giovanni Antonio era molto esigente e quando, ogni 15/ 20 giorni , i devoti , come obolo, arrivavano con olio, latte, formaggio lui si lamentava – non basta, è questa la vostra devozione? –
A volte, in quella collina, il vento portava a valle le sue urla irose nei confronti dei fedeli , non disdegnando improperi sulla moglie e figli.
In quella chiesa campestre del ‘200, cugina minore dell’Abbazia di Paulis, Giovanni Antonio regnava come un Re.
Quel giorno il tempo era bello. Un cielo limpido sopra Sa Seas, e una vista incantevole. Angela Ruiu, la moglie, indaffarata in cucina dopo aver pulito la chiesa, i due figli a giocare aspettando il pranzo. Giovanni Antonio osservava il tutto pensando che la loro vita non era poi così male: avevano cibo a volontà, una dimora e il potere, per il resto se la vita è dura – sia fatta la volontà del Signore. –
Pranzarono in silenzio, poi l’eremita, come d’abitudine andò a fare un riposino. La moglie mise in ordine, i figli dovevano stare zitti e muti – vostro padre deve riposare . –
E Giovanni Antonio Usai, di Ittireddu, figlio di Giovanni e Cecilia Campus il riposino lo fece per l’eternità.
Qualcuno, impaziente che fosse fatta la volontà del Signore, decise di affrettare il tutto con un pallettone.