Quel marzo del 1864 , a Ittiri, era freddo.
Era freddo come il corpo di Peppa , che giaceva supina e priva di vita in quel cortile interno che dava su via Mangai.
Ittiri aveva 4.400 abitanti, aveva dato da poco i natali a Giovanni Antonio Porcheddu, definito in futuro il padre del cemento, e pochi avevano terre e poderi, come sempre del resto.
Gavino aveva finito di cenare nella sua casa che si affaccia nell’attuale piazza Umberto. In casa di Pasquale c’è festa stasera, un pò di distrazione ci vuole. Pochi passi dividono le due case.
Gavino esce , entra dal portone aperto e saluta gli ospiti.
Comare Peppa , in quel momento, balla con un amico ma come lo vede, finito il ballo , va incontro a quel compare stimato. Vanno molto d’accordo e hanno un’ottima intesa come ballerini.
C’era un bel clima in quella festa, niente che facesse presagire quello che da lì a poco sarebbe successo.
La musica continua , poi smette : c’è un brindisi da fare. Si beve, si augura il meglio al festeggiato , e si brinda nuovamente.
Gavino, finito il brindisi, cerca la comare e non la trova, allora va nella stanza vicina ma niente, ha come un presentimento, un presentimento insolito. Oltre quella stanza c’è una porticina che da su un cortile interno, la supera e da sostanza a quella sensazione : la comare è distesa per terra in un lago di sangue.
Gavino , incredulo, si inginocchia, abbraccia Peppa e la tira a sè e cosi’ facendo strappa un lembo della camicia . La chiama disperato, urla il suo nome mentre alcuni ospiti accorrono alle urla e così lo trovano. Un seno appare dalla camicia strappata. Tutto è chiaro per chi è accorso. Gavino è l’assassino. Ha sparato, il colpo di pistola nascosto dai rumori della festa dopo essere stato rifiutato .
Gavino viene processato e condannato. Morì innocente di tubercolosi nell’isola di Pianosa.
Dopo , emerse un’altra verità. Peppa aveva una relazione con il marito di donna Maria, una agiata possidente che , venendo a sapere della relazione, aveva ordito la trama criminale, cioè uccidere l’amante del marito. Non aveva previsto la presenza di Gavino. Non aveva previsto ma lasciò che venne incolpato, processato e incarcerato.
Questo successe in quel lontano , freddo marzo del 1864 a Ittiri.