Franco Cadoni scrittore per bambini

Pepè

P

La pesante porta scricchiolò rumorosamente, aveva i cardini arrugginiti e il rischio era cadesse in testa a Pepè.
Era da tempo che voleva varcare il portone di quella enorme casa ma ne era sempre stato intimidito e, a tratti, impaurito . Oggi, chissà perchè oggi, aveva deciso di superare timidezza e paura.

Pepè era solo, solo fin da la nascita. Viveva ai margini di un bosco grandissimo e impenetrabile, e da un pò di tempo aveva stretto amicizia con un pettirosso muto. Era un rapporto di sguardi e gesti, il loro.

Pepè mangiava quello che la natura offriva, e cresceva sano e forte anche se, quando andava in città, veniva evitato come fosse una malattia contagiosa. Gli sarebbe piaciuto fare amicizia con qualcuno, quando sbirciava dal bosco quei parchi pieni di voci e giochi in cui bambine e bambine scorrazzavano apparentemente felici, veniva pervaso da una malinconia talmente forte da avere un dolore nel petto che lo piegava in due. Il pettirosso , allora, gli si poggiava sulla spalla , ed era una carezza che consolava quel ragazzo dai profondi occhi neri.

Oltrepassata la porta fu investito da un odore di muffa, il buio era totale e il silenzio inquietante. Aspettò che gli occhi si abituassero al buio e, dopo un pò, avanzò timoroso. Specchi, divani, candelabri e chissà cos’altro erano coperti da bianchi lenzuoli e, accatastati ai lati , vi erano giocattoli rotti, senza una gamba, senza un occhio e pezzi di stoffa unta. Pepè cercò di distogliere lo sguardo da quello spettacolo sorprendente e disturbante.
Il pettirosso volteggiava, e pareva si divertisse. Superato quel salone enorme, e col cuore in tumulto, trovò un lungo corridoio dove erano appesi costumi consunti e chissà quante volte utilizzati. Chiuse gli occhi e andò oltre, mentre pensava se fosse stato un errore entrare lì dentro, anche se qualcosa lo spingeva ad avanzare, come una mano sulla schiena che lo invitava dolcemente.
Solo che una mano sulla schiena la aveva veramente. Pepè si irrigidì, sperava fosse una suggestione ma quando sentì la mano stringere la sua spalla, svenne.

Quando riaprì gli occhi vide il viso di una creatura celestiale, quegli occhi verdi smeraldo lo guardavano con tenerezza e immaginò che il paradiso fosse un bell’affare – ciao Pepè, ti ho spaventato lo so, a volte manco di tatto. – Il ragazzo si alzò di scatto, e solo allora ricordò di dove fosse, che quello non era il paradiso ma una casa enorme, buia e piena di lenzuola e ragnatele . – non devi avere paura, tra un pò ti farò conoscere tutti gli abitanti della casa, sono tanti sai e sono un pò….come dire sgarrupati, ma sono buoni e divertenti e diventerete amici, lo so. – Quella voce soave lo tranquillizzò , e solo allora si accorse di quella profonda cicatrice che aveva sulla guancia sinistra. – la cicatrice è uno dei motivi per cui sono qui. – disse la ragazza , intuendo i pensieri di Pepè. – quali motivi? – più tardi lo scoprirai. –

La creatura gli prese la mano e lo condusse verso un lungo e buio corridoio oltre il quale, attraverso una lama di luce che penetrava dalle asse precarie di una finestra, intravide una figura che , zoppicando, veniva loro incontro. – lui è Spider man, o meglio quello che ne resta, è triste perchè ha perso tutti i poteri e per questo è stato scartato, mentre quello che vedi alla tua sinistra è Super man, che di super ormai non ha più niente. I due guardarono la Creatura con sguardo perplesso e allo stesso tempo di speranza, e quando lei, con un leggero cenno della testa pareva aver detto si, sul viso dei due apparve un sorriso luminoso , i loro muscoli si tesero come corde di violino e per un attimo, ma solo per un attimo, parevano tornati agli antichi fasti.

Una musica , un rullo di tamburi e il suono di un violino prima piano, poi sempre più forte risuonò per tutta la casa, le finestre come d’incanto si spalancarono e le assi si polverizzarono, i saltimbanchi apparvero come per magia e tutti scesero delle scale strette e buie. Pepè strinse forte la mano della Creatura, mentre il pettirosso muto pareva essere vissuto lì da sempre – ragazzo, aspettavamo te da tempo, mancava una persona per il lungo viaggio, e noi non lasciamo indietro nessuno. –

  • il lungo viaggio? – si Pepè, il lungo viaggio. –

 

Scesero le scale anche loro, Pepè chiuse gli occhi e sentì il suo cuore cercare di uscire dal petto e le vene pulsare nelle tempie, una leggera nausea lo attraversò, ma era la forte emozione, la trepidazione per quella inaspettata avventura che sapeva, anche in quel cuore in tumulto, sarebbe stata fantastica.

Un fischio prolungato, insieme a uno sbuffo di fumo che tutto avvolse e fece sparire, li accolse .  Quando il fumo si diradò, la Creatura si fermò, mise una mano sulla spalla del ragazzo e lo guardò – questo è un treno, il nostro treno, ora , quando questa banda di scalmanati avrà preso posto, noi saliremo. Sarà un viaggio lungo , ma sarà bello e… di questo devi esserne consapevole, sarà senza ritorno. Che dici? –

Pepè respirò a fondo, pensò veloce, pensò alla sua vita e decise di far decidere il cuore – saliamo, voglio partire. –

Pepè non aveva mai visto quel misto di anarchia, energia e irrefrenabile vivacità. Quel treno era un miscuglio di umanità variegata dove linguaggi diversi, mondi diversi parevano comprendersi e dove l’energia che si sprigionava da quei corpi imperfetti ti avvolgeva come fosse la carezza, l’attenzione e l’amore di una mamma.

La Creatura e Pepè presero posto nell’ultima fila – qui potremo parlare serenamente – disse lei, mentre il ragazzo guardava fuori dal finestrino non vedendo altro che nebbia, una nebbia fitta e impenetrabile – non preoccuparti Pepè, tra qualche ora la nebbia verrà sostituita da una luce bellissima, come bellissimo sarà il paesaggio.

Il pettirosso si posò sulla spalla di Pepè, lo guardò e volò via inseguendo una libellula – forse il tuo uccellino si sta innamorando – disse la Creatura sorridendo.

L’emozione, e lo sferragliare delle ruote sulle rotaie , fece addormentare Pepè.

Fu un sonno agitato, vide lui fermo e il treno che andava via col suo carico pieno di vita , sempre più lontano, lui che corre, cerca di raggiungerlo, quasi lo agguanta, è vicino al finestrino, vede quella Creatura meravigliosa che si volta, lo guarda ma non lo vede, è invisibile, allora si ferma , disperato piange, il treno è un puntino lontano, lontano, non c’è più – noooooooooooooooo – urla. Apre gli occhi e vede lei che lo guarda, lo accarezza – è stato solo un brutto sogno. –

Una lama di luce lo trafisse, guardò fuori dal finestrino e vide prati verdi ondulati, mucche al pascolo e un orizzonte infinito – è il paradiso? – la Creatura non rispose, accennò soltanto un sorriso, indecifrabile, forse un pò malinconico che stonava con la bellezza del paesaggio, come un’ombra appena accennata – chi lo sa, forse lo è, forse è quello che vorremmo, è la nostra immaginazione, il nostro sogno, ma non è realtà quello che sogniamo?

Sai Pepè, noi forse siamo imperfetti, stonati…ma chi non lo è, solo che ci volevano perfetti, intonati e quindi non ci volevano più, ci scartavano come giocattoli rotti. Tutti, me compresa, abbiamo vissuto questa condizione. Ero famosa, richiesta, credevo amata, ma era un illusione, la verità è che questa cicatrice mi ha reso inservibile, uno scarto appunto. Poi, poi in sogno ho visto questo mondo, questa terra, questo sole. Il sogno è potente, sai. Il sogno rende reale quello che sembra impossibile e unisce tante solitudini, rende unici e importanti ognuno di noi, imperfetti, rotti dentro e fuori e facendoci rialzare, trovarci . Non lo so come è successo, ma è successo e ora siamo qui. Io non so quello che troveremo, so che dovevamo salire su questo treno. Sento amore, pace, solidarietà. Guarda il tuo pettirosso, vola e batte forte le ali, è innamorato. E’ un miracolo, vero? –

Pepè piangeva, ora, piangeva di gioia e di emozione. Forse non aveva capito tutto di quelle parole ma quando il treno si fermò e sentì della musica, e sentì l’eccitazione mista a quei profumi che arrivavano da quella terra intatta , capì che era nel posto dove, senza saperlo, aveva sempre sognato.

 

 

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