Franco Cadoni scrittore per bambini

Rombo di Tuono

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Rombo di Tuono appare la prima volta nel romanzo Cenere di Grazia Deledda. E’ associato alla figura di Ulì, una giovane donna che è stata messa incinta e ripudiata dal padre. Neria De Giovanni lo spiega bene in un Podcast.

Nel romanzo Il nostro padrone è associato, invece, alla speculazione boschiva.

– Si sentiva il vento fremere a intervalli, poi il suo rumore cresceva, si avvicinava, diventava acuto e fragoroso, come un rombo di tuono, e di nuovo diminuiva e si allontanava ridiventando un lieve fruscio. Pareva che un treno attraversasse la solitudine della montagna. –

 

Quindi, una immagine legata a una enorme forza interiore e un’altra alla natura che si ribella all’uomo.

Nessuno può dominare la natura ma l’uomo può dominare la sua, di natura.

Ho sempre pensato i silenzi di Riva come dei silenzi resistenti. Il suo corpo era forgiato dal vento, ed era resistente, come quel gruppo di contadini sardi che lottano contro l’espropriazione dei loro boschi da parte di un ricco proprietario terriero.

 

Siamo stati profondamente colpiti dalla sua morte.

Dobbiamo essere profondamente memori della sua esperienza.

Ogni minuto della nostra vita dobbiamo pensare che la nostra terra deve essere rispettata, amata, coccolata e non svenduta a ciarlatani prezzolati.

 

Il sostantivo Tuono può essere sostituito da frastuono. Il chiacchiericcio del lestofante.

Solo resistendo potremo onorare l’esempio e la vita di Gigi.

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Franco Cadoni

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