Franco Cadoni scrittore per bambini

Ezio Vendrame

E

Quando, a cinque anni i genitori si separarono, Ezio fu affidato a un orfanotrofio. Passò degli anni terribili , forse maturò lì l’insopportabile autorità, l’allergia a qualsiasi imposizione o forse, chi lo sa, la sua anarchia era innata.

Ezio Vendrame nasce a Casarsa, il paese di Pasolini – l’unica persona viva in questa Italia di morti – dichiarò a un giornalista, a cui aveva dato appuntamento per l’intervista proprio sulla tomba del grande poeta e cineasta.

Ezio Vendrame è stato un grande giocatore di calcio.
Ezio Vendrame non voleva essere un grande giocatore di calcio – troppo piccola quella sfera di cuoio per contenere tutto il mondo.
Amava le donne, ed era riamato.
Amava la notte, e ne veniva abbracciato.
Odiava il caldo, e giocava sulla fascia , all’ombra.
Poteva fare un tunnel a Gianni Rivera e dire – mi è dispiaciuto, ma se tieni le gambe aperte non puoi non pensare alle conseguenze. –

Era alto, magro e bello, amava la musica e Piero Ciampi, la poesia e la letteratura e, mentre in tribuna lo osannavano, disse loro – vi ringrazio ma siete fuori di testa, io so dare banalmente un calcio a un pallone, fate altro, leggete un libro, guardate un film oppure fatevi una bella scopata. –

Un giorno, giocava a Siena, di rientro da Parigi e dopo avere comprato un cappotto costosissimo, vide un piccolo rom al freddo, si tolse il cappotto e glielo diede.

Un giorno, mentre giocava una partita importante, vide il suo amico e cantante Piero Ciampi e prese il pallone tra le mani e andò in tribuna a salutarlo.
Lo si direbbe un irregolare, ma i regolari mica ci piacciono, ci piacciono quelli che ci fanno sognare, immaginare, quelli che potevano e non vogliono, quelli che – fermati, dove vuoi andare, goditi il panorama, bevi un buon vino e conversa con una tua amica, un tuo amico oppure con tuo padre che quando non ci sarà più lo rimpiangerai tutta la vita.
Quegli irregolari che sono granelli di inciampo di un sistema che di disumanizza, ti spezza.
Quegli irregolari che ti dicono – ecco, sogna . –
Quegli irregolari come Vendrame, che da quell’orfanotrofio ha poi vissuto, amato, dato calci a un pallone e scritto poesie.

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Franco Cadoni

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