Giovanni Idda morì il 2 febbraio del 1956, il primo giorno di quella neve che durò un mese e che mise in ginocchio l’economia di Ittiri.
Per parlare della storia di Giovanni dovremmo tornare indietro di tanti anni, agli anni del fascismo.
Giovanni Idda , sposato con Cannoni Pinna Maria Antonia e abitante in via Cavour ( ora casa Boscani – Idda) , girava in paese e nelle sue numerose proprietà in calesse. Aveva molteplici interessi e, incrociando Giuliano Massidda di Usini, si fece dare dei tassi e impiantò la prima carciofaia a Ittiri. Era il 1922.
Durante il ventennio fascista Il podestà, su ordine del duce, costringeva gli agricoltori a riversare allo stato una percentuale alta di grano per rincorrere il sogno della totale indipedenza alimentare. Era un tributo che le già esigue possibilità della popolazione ittirerese non poteva sostenere.
Molti trovarono i sistemi più fantasiosi per nascondere parti di quel prezioso alimento, come Matteo Sias e Francesca Scanu. Nascosero il grano in vasconi giù in cantina sotto strati di legna e paglia. Un giorno due guardie, al comando del podestà e investigatori senza vergogna, bussarono alla porta, entrarono e controllarono ogni angolo della casa. Scesi in cantina trovarono Francesca Scanu, moglie di Matteo Sias all’anagrafe Salvatore, con un forcone talmente agitato bene e convincente da farli sparire all’istante.
I due detective e sgherri del podestà, però, non rinunciarono alla loro spregevole mansione – eseguiamo gli ordini – e indirizzarono le loro attenzioni verso Giovanni Idda.
Avendo possibilità economiche, Giovanni aveva fatto costruire una stanza apposita per custodire il grano, la aveva fatta murare tanto bene che , quando i due vigili perquisirono casa, non trovarono niente.
Dispiaciuti, andarono via. Mentre uscirono Rosetta , smettendo di giocare chiese loro – ma se trovate il grano cosa gli fatte ai nonni?-
I due rientrarono in casa, e trovarono la stanza murata.
Giovanni Idda fu arrestato e fece tanto carcere.
Maria Antonia Cannoni Pinna, da quel giorno non fu più la stessa e morì poco tempo dopo.
Nemmeno Giovanni fu lo stesso, dopo.
Morì quel giorno, il primo giorno di quel mese di neve.