E’ curioso come i ricordi di bambino vengono mondati dalle piogge, dal vento e dal freddo. I ricordi di bambino hanno solo belle giornate e un sole accecante. Il rischio è sempre quello di pensare che quel tempo, il tuo tempo, sia migliore di quello che vivi in questo momento. Così non è, sicuramente. Allora provo a partire da dati oggettivi, elementi che provano a marcare delle differenze e che, essendo passati 50 anni, appariranno evidenti. Uno dei primi ricordi è sonoro. Insieme alle varie attività artigianali, rumori di seghe elettriche, il battito dei maniscalchi sugli zoccoli esausti dei cavalli, il canto a squarciagola di giovani ragazze, anche il raglio degli asini che, probabilmente, io almeno così interpretavo, imploravano al loro padrone una giornata di riposo.
Poi, per dei giovani che si affacciavano alla vita, c’erano 2 cinema, altre 2 proiezioni negli oratori e tanta campagna in cui giocare o vagare. Questi sono dati oggettivi che non possono essere inquinati dai miei indulgenti ricordi.
In lontananza le immagini, i suoni di Woodstock e la stagione dei grandi cambiamenti sociali, insieme al riverbero delle bombe di piazza Fontana e la strage di Brescia. Non sapevamo, come si poteva, che si passava da un paese contadino a una società pre capitalistica che ci avrebbe trasformati.
Erano anche i tempi della guerra fredda e Ittiri non era esente dalle grandi questioni ideologiche. I due grandi partiti erano il P.C.I e la D.C. . Due parrocchie insieme a due chiese. Da una parte il parroco Don Merella, dall’altra padre Pietro. Don Spina merita un capitolo a parte, che vedremo in seguito. Il quotidiano si incrociava col generale e infuocate erano le discussioni aspramente dialettiche. Molte di quelle battaglie determinano la nostra vita attuale. La battaglia sul divorzio, quella sull’aborto e sulle libertà. E’ bene che le nuove generazioni conoscano quello che i loro genitori o nonni hanno fatto, anche perchè i diritti vanno difesi giorno dopo giorno.
Quel decennio fu importante e nei prossimi capitoli cercherò di ripercorrere, entro i miei enormi limiti, quello che questo paese ha rappresentato per tutti noi ragazzi / e nati nei primi anni 60’…..continua(1)