L’autista del pullman sonnecchiava in attesa di riprendere servizio.
Era un’alba fredda e nebbiosa. Era il 1960, e da qualche minuto due colpi di pistola avevano posto fine alla vita di Giovannantonio.
Una vita di duro lavoro, come per tanti allora, di sacrifici e finita tragicamente per mano di quello che in quel momento bussava al finestrino di quel pullman fermo a Serra Olzu, alle porte di Ittiri.
Nello stesso momento quattro carabinieri bussavano alla porta di Salvatore. L’uomo, appena rientrato dalla campagna insieme al figlio, non si sorprese .
– Buongiorno Marescià, si, chiamo mio figlio Michele e arriviamo . –
Seguirono i carabinieri in caserma, che distava a poche centinaia di metri da casa loro, e Michele raccontò quello che aveva visto .
Quello che aveva visto, ma soprattutto sentito in quell’alba fredda e nebbiosa, erano due spari in lontananza – stavamo finendo di mungere e ho sentito due colpi, ho pensato a dei cacciatori ma poi i due cani hanno abbaiato e corso in una direzione, allora ho pensato che forse non erano gli spari di cacciatori. Ho corso anche io in quella direzione e, svoltata una curva, ho trovato il corpo bocconi e in un lago di sangue di Giovannantonio, mentre i cani correvano verso il paese. Allora ho capito che inseguivano chi aveva sparato ma io non vedevo nessuno in lontananza. –
Il malcapitato uomo aveva a fianco il suo asino caricato di due sacchi colmi di pietrine. Le raccoglieva e portava in paese per poi rivenderle. Servivano per le costruzioni. Era stato il suo ultimo carico di lavoro, la vita di Giovannantonio era finita lì.
Nello stesso momento l’uomo che aveva bussato al finestrino del pullman scendeva dallo stesso alla fermata che allora era vicino al bar di Fusco, al corso. Era il suo alibi. Pareva fosse appena arrivato da Sassari. Andò a casa, in via Matteotti, si cambiò e nascose la pistola sotto il letto, quindi uscì come se niente fosse.
Fu arrestato due ore dopo. Tutti sapevano dei dissapori col suocero per un terreno che pretendeva gli fosse intestato. Un terreno nella zona alta di Su Padru ancora da costruire.
Era il genero, e pensava gli toccasse di diritto.
Era il genero, ma non ci pensò due volte a sparare e ucciderlo per quel terreno.
Il sole era alto ora, a Ittiri.